I prezzi della benzina e del gasolio tornano a salire vertiginosamente, innescando l’allarme speculazione a Rimini. Federconsumatori ha denunciato oggi rincari che definisce spropositati, legati solo in parte alle tensioni belliche in Medio Oriente e al nuovo regime delle accise. Secondo l’associazione, i listini alla pompa si stanno adeguando al rialzo con una rapidità sospetta, senza seguire la stessa velocità quando le quotazioni del greggio calano.
I numeri del rincaro
Da ieri mattina, i rilevamenti medi nel territorio riminese mostrano prezzi al self-service di 1,67 euro al litro per la benzina e 1,732 euro per il diesel. Federconsumatori sottolinea come queste cifre non siano giustificate dal valore reale del petrolio. Già nel giugno dello scorso 2025, nonostante le prime avvisaglie del conflitto con l’Iran avessero spinto il greggio a livelli simili a quelli attuali, il costo finale per gli automobilisti era rimasto sensibilmente più contenuto.
L’impatto economico sui cittadini
Il sovrapprezzo calcolato è particolarmente pesante per il gasolio: il diesel dovrebbe costare circa 9,8 centesimi in meno al litro. Questo scarto produce un aumento di spesa diretta di 98 euro l’anno per ogni vettura. A ciò si aggiungono gli effetti indiretti sui beni di largo consumo, che viaggiano quasi interamente su gomma, per un ulteriore aggravio di circa 120 euro. In totale, la stangata media stimata per un automobilista riminese sfiora i 197 euro annui.
Speculazioni e crisi energetica
A peggiorare il quadro si aggiunge il blocco della produzione di gas naturale liquefatto nei Paesi del Golfo, che ieri ha fatto segnare un balzo dei prezzi del 38,13%. Federconsumatori Rimini ha ribadito la necessità di un intervento deciso da parte delle istituzioni per vigilare su fenomeni speculativi che penalizzano cittadini e imprese. L’associazione ha inoltre annunciato l’avvio di un monitoraggio permanente che incrocerà quotazioni, cambi valutari e accise per garantire massima trasparenza agli utenti.












