Rimini, riforma disabilità: via alla sperimentazione, ma il Patronato ACLI lancia l’allarme costi per le famiglie

Dallo scorso primo marzo la provincia di Rimini è entrata ufficialmente nel gruppo delle quaranta nuove realtà italiane coinvolte nella sperimentazione della riforma sull’accertamento della disabilità. Come annunciato dal Patronato ACLI in una nota diffusa oggi, martedì 3 marzo, l’estensione della nuova normativa segna un passaggio decisivo verso l’unificazione delle procedure su scala nazionale, ma porta con sé diverse criticità operative per i cittadini.

La riforma introduce una valutazione di base unitaria affidata all’INPS, cambiando radicalmente le modalità per chi presenta una nuova domanda di invalidità civile, indennità di accompagnamento o riconoscimento dello stato di handicap (Legge 104/1992). Una delle novità principali riguarda l’avvio della pratica: la tradizionale domanda amministrativa è stata sostituita dall’invio del certificato medico introduttivo, che da solo fa scattare l’accertamento e determina la decorrenza dell’eventuale prestazione. Per le domande presentate entro il 28 febbraio 2026, invece, si continuerà a seguire la vecchia normativa fino alla chiusura della pratica.

Tuttavia, il Patronato ACLI ha sollevato forti preoccupazioni sull’impatto economico e burocratico della riforma. “La riforma della disabilità contiene principi importanti e condivisibili, ma nella fase sperimentale ha finito per complicare l’accesso ai diritti anziché semplificarlo”, ha affermato Paolo Ricotti, presidente nazionale del Patronato ACLI. Secondo l’organizzazione, i cambiamenti procedurali stanno ricadendo direttamente sulle spalle delle famiglie, creando nuovi ostacoli anziché agevolazioni.

Il nodo più critico è rappresentato dai costi. Il certificato medico introduttivo, necessario per avviare il procedimento, ha un costo variabile che oscilla tra i 150 e i 250 euro, una spesa interamente a carico dei richiedenti. “Dai nostri uffici territoriali emerge con chiarezza che questo costo rappresenta, soprattutto per le situazioni più fragili, un ostacolo economico all’accesso ai diritti”, ha sottolineato Ricotti. “Il rischio è che una riforma nata per garantire equità finisca per accentuare le disuguaglianze”.

Per evitare la perdita delle prestazioni e garantire la corretta trasmissione dei dati socio-economici all’INPS, il Patronato invita i cittadini riminesi a recarsi tempestivamente presso i propri uffici con una copia del certificato medico e della ricevuta di presentazione. “Al medico per trasmettere il certificato, al Patronato per la tutela dei diritti”, ha concluso Ricotti, ribadendo come in questa delicata fase di transizione l’accompagnamento professionale sia essenziale per le famiglie colpite da disabilità.