San Marino, riforme istituzionali: verso la professionalizzazione del consigliere

Nella mattinata di oggi, martedì 3 marzo 2026, la Commissione Consiliare Speciale per le riforme istituzionali si è riunita per tracciare il futuro del Consiglio Grande e Generale. Al centro del dibattito, come emerge da una nota diffusa da askanews, figurano temi cruciali per l’ammodernamento della macchina democratica sammarinese: dalla professionalizzazione del ruolo del consigliere alla revisione dei tempi di lavoro, fino a nuove garanzie per il mandato parlamentare.

Il Presidente Nicola Renzi ha illustrato il metodo operativo, basato su una tabella di marcia che integrerà i contributi delle audizioni già svolte. L’obiettivo è arrivare a una visione strutturata entro il periodo pasquale, per poi sottoporre il documento alle forze politiche. “L’idea è iniziare a smarcare i vari punti uno dopo l’altro”, ha spiegato Renzi, indicando tra le priorità la scelta tra uno status di consigliere part-time, full-time o il mantenimento dell’attuale assetto.

Il nodo del compenso e dello status

Il dibattito ha fatto emergere posizioni diverse sulla figura del consigliere. Paolo Crescentini (PSD) ha posto l’accento sulla questione economica, definendo “umiliante” l’attuale gettone, fermo da circa quarant’anni e mai adeguato all’inflazione. Secondo Crescentini, una “revisione coraggiosa” dei compensi potrebbe sciogliere molti nodi legati alla professionalizzazione. Di parere opposto Giuseppe Maria Morganti (Libera), secondo cui trasformare il ruolo in una professione cambierebbe radicalmente la natura stessa del Consiglio, incidendo pesantemente su orari e organizzazione.

Anche Emanuele Santi (Rete) ha avvertito che un passaggio alla professionalizzazione rappresenterebbe un cambiamento “epocale”, che imporrebbe di rivedere non solo i gettoni, ma anche l’intero sistema di finanziamento ai partiti e le strutture tecniche di supporto.

Efficienza dei lavori e nuove regole

Sul fronte operativo, la Commissione valuta interventi per rendere le sedute più agili. Tra le ipotesi figurano:

  • Calendarizzazione: Superare la concentrazione dei lavori in un’unica settimana mensile a favore di giornate fisse distribuite nel tempo.
  • Question Time: Introduzione di momenti di confronto immediato con il Congresso di Stato.
  • Numero legale: Possibile eliminazione dell’obbligo di presenza minima per le sedute senza votazioni, come le prime letture o le interrogazioni.
  • Vicepresidenza: Nicola Renzi ha proposto di valutare l’istituzione di due vicepresidenti delegati dai Capitani Reggenti per presiedere i lavori in determinate occasioni.

Vincolo di mandato e tutela delle minoranze

Temi sensibili come il vincolo di mandato hanno diviso l’aula. Se per Mirko Dolcini (D-ML) il cambio di schieramento può essere vissuto come un “tradimento” dell’elettore, Denise Bronzetti (AR) si è detta contraria a tale vincolo, considerandolo incompatibile con un modello democratico sano. Giovanni Zonzini (Rete) ha invece sollevato il problema economico dei consiglieri indipendenti, chiedendo regole più stringenti per evitare che l’uscita da un gruppo possa risultare “economicamente conveniente” attraverso il mantenimento della quota di finanziamento pubblico.

I lavori della Commissione proseguiranno ora con l’elaborazione di una tabella suddivisa in macroaree, che verrà distribuita a tutti i gruppi consiliari. L’obiettivo finale, come auspicato da Filippo Tamagnini, è portare il dibattito in Consiglio Grande e Generale entro aprile per ottenere un mandato formale e procedere con le riforme normative necessarie.