L’arte religiosa si intreccia con la tradizione artigiana romagnola in un progetto espositivo che attraversa tre territori. Come annunciato dall’Antica Bottega Pascucci di Gambettola in una nota diffusa oggi, una mostra diffusa dedicata alla Via Crucis è stata allestita simultaneamente nelle chiese di Gambettola, Forlì e San Marino, dove resterà visitabile fino a Pasqua.
Le opere nascono dal lavoro della storica stamperia, attiva da oltre duecento anni nella tradizione della stampa a ruggine su tela. Le stazioni della Via Crucis sono realizzate su tessuto spinato, lo stesso tipo di tessuto della Sacra Sindone, stampato e dipinto a mano secondo la tecnica tradizionale della bottega che combina matrici incise, colore e intervento manuale. I bordi di ciascuna stazione sono decorati con disegni della tradizione romagnola, a sottolineare il legame tra spiritualità e cultura del territorio.
Il progetto si sviluppa lungo due percorsi artistici distinti. Nella Chiesa Parrocchiale di Gambettola e nella Chiesa di San Francesco a San Marino, la Via Crucis è realizzata su disegni di Suor Gloria Riva, caratterizzati da un segno essenziale e meditativo pensato per accompagnare il fedele in un percorso interiore raccolto. Nella Chiesa di Santa Maria della Ripa a Forlì, le stazioni si basano invece sui disegni di Franco Vignazia, che interpreta le scene della Passione con un tratto più narrativo e una sensibilità contemporanea.
La formula della mostra diffusa non è casuale. Il progetto mette in relazione luoghi diversi del territorio, valorizzando il patrimonio artistico locale e la continuità di una tradizione artigiana che in Romagna affonda radici profonde. Le esposizioni accompagneranno i visitatori e i fedeli lungo tutto il tempo liturgico che conduce alla celebrazione pasquale.
“Questa Via Crucis nasce dal desiderio di continuare a fare quello che la nostra bottega ha sempre fatto: lavorare con le mani, rispettare la tradizione e metterla al servizio della comunità, dando un’impronta artistica al nostro lavoro”, ha dichiarato Riccardo Pascucci. “Per noi non è solo un progetto espositivo, ma un modo concreto per riaffermare il valore dell’arte religiosa nel nostro territorio e per condividere un sapere che appartiene alla storia della Romagna. Con questo progetto ho avuto il piacere di raccontare la Fede attraverso la bellezza dell’arte e del mio lavoro artigianale”.













