Sciopero generale del 9 marzo: scuole e trasporti a rischio, lezioni sospese

 

Per lunedì 9 marzo è stato annunciato uno sciopero generale di livello nazionale che interesserà sia il settore pubblico sia quello privato. La protesta potrebbe determinare disservizi in ambiti come trasporti, scuola, sanità e pubblica amministrazione. L’iniziativa è stata promossa dalle organizzazioni sindacali Slai-Cobas, Usi, Usb e Clap, come riportato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Scuola e università: possibili stop alle attività

Nella stessa giornata del 9 marzo 2026 è previsto anche uno sciopero di 24 ore proclamato dalla Flc Cgil, che coinvolgerà scuola, università, enti di ricerca e formazione professionale. In molte città potrebbero verificarsi lezioni sospese e chiusure di uffici, ma l’entità dei disagi varierà in base all’adesione del personale.

Per questo motivo è consigliabile consultare i canali ufficiali delle singole istituzioni scolastiche, che forniranno aggiornamenti su eventuali modifiche allo svolgimento delle attività didattiche e dei servizi amministrativi.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, le sigle Usi e Usb hanno precisato che il comparto non aderisce alla mobilitazione. Diversamente, Slai-Cobas ha esteso lo sciopero generale di 24 ore anche al settore dei trasporti. L’adesione potrebbe quindi risultare disomogenea. In ogni caso saranno assicurati i servizi minimi previsti dalla normativa e le fasce di garanzia, consultabili sui siti delle aziende di trasporto.

Sciopero generale del 9 marzo: le motivazioni

La mobilitazione è stata organizzata in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle donne dell’8 marzo. La Flc Cgil ha spiegato in una nota di aver proclamato un’intera giornata di astensione dal lavoro nei comparti di scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale.

Il sindacato ha dichiarato di voler ribadire i diritti delle donne, a partire dall’autodeterminazione e dalla parità di genere, denunciando una crescente diffusione di atteggiamenti maschilisti e misogini che si tradurrebbero in episodi di violenza e discriminazione. Nella nota si sottolinea inoltre come l’Italia continui a registrare livelli elevati di divario retributivo di genere e un’ampia diffusione di lavoro povero e precario. Secondo quanto affermato, il lavoro di cura ricadrebbe ancora in larga parte sulle donne e i settori a maggiore presenza femminile sarebbero tra i meno retribuiti.

Il comunicato affronta anche il tema del disegno di legge sulla violenza sessuale, criticando la sostituzione del concetto di “consenso libero e attuale” con quello di “dissenso”, ritenuta una scelta politica che finirebbe per penalizzare le vittime nei procedimenti giudiziari. Viene inoltre evidenziato l’aumento dei casi di violenza, che coinvolgerebbero sempre più giovani, e la mancata introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

Il sindacato conclude chiedendo un intervento deciso e strutturato da parte della politica, ribadendo che lo sciopero rappresenta uno strumento di lotta che va oltre le giornate dell’8 e 9 marzo, con l’obiettivo di tradursi in un impegno costante nei luoghi di lavoro e nella società.

Alanews