Cronaca. Forlì, morti in ambulanza: indagini sui legami dell’accusato con una agenzia di pompe funebri

Si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo l’inchiesta sulle morti sospette a bordo dei mezzi di soccorso forlivesi. Secondo quanto reso noto oggi dall’emittente Teleromagna, le attenzioni degli investigatori si starebbero concentrando sui presunti contatti tra il ventisettenne autista della Croce Rossa, attualmente accusato dell’omicidio volontario di almeno cinque pazienti anziani, e un’agenzia di onoranze funebri del territorio.

Le indiscrezioni, rilanciate anche sulle pagine del Resto del Carlino, evidenziano l’esistenza di scambi frequenti tra il giovane operatore sanitario e un impresario del settore mortuario. Gli inquirenti stanno analizzando a fondo questi collegamenti per verificare le voci secondo cui tra i due esistesse una vera e propria collaborazione professionale strutturata a chiamata, un’ipotesi che, se confermata, aprirebbe scenari ulteriori sul potenziale movente dietro ai decessi avvenuti durante i turni di lavoro del ragazzo.

La ditta tirata in ballo, la Onoranze funebri Romagna con sede a Meldola, lo stesso comune in cui risiede l’indagato, ha tuttavia respinto categoricamente ogni illazione. Raggiunti telefonicamente dall’agenzia di stampa Ansa, i rappresentanti della società hanno smentito in maniera assoluta l’esistenza di qualsiasi vincolo lavorativo o commerciale. L’impresa ha tenuto a precisare che il conducente rappresenta esclusivamente un amico di famiglia di vecchia data, la cui conoscenza risale ai tempi dell’infanzia, escludendo così ogni tipo di affare condiviso.

Spetterà ora alla Procura passare al setaccio questa specifica pista investigativa, incrociando i dati e le testimonianze, per chiarire definitivamente la natura dei rapporti tra l’accusato e l’agenzia, nell’ambito del più ampio fascicolo sulle vite spezzate durante i trasferimenti in clinica.