Si è conclusa in tribunale la travagliata vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un facoltoso imprenditore di 65 anni, rimasto vittima di una pesante richiesta estorsiva dopo la fine di una relazione clandestina. Nella giornata di oggi, giovedì 5 marzo 2026, il giudice per le indagini preliminari Raffaele Deflorio ha ratificato il patteggiamento a un anno di reclusione per una escort transessuale sudamericana di 45 anni. L’imputata è stata ritenuta responsabile del reato di tentata estorsione ai danni dell’uomo con cui aveva intrattenuto un legame durato circa diciotto mesi.
Il rapporto, iniziato in segreto, era stato caratterizzato da una generosità economica rilevante da parte del professionista. Nel corso della frequentazione, l’imprenditore avrebbe infatti versato alla donna somme superiori ai 200 mila euro tramite numerosi bonifici. Secondo la versione fornita dall’uomo, tali importi erano destinati a sostenere le spese mediche della famiglia dell’amante all’estero, oltre a rappresentare regali per i fine settimana trascorsi insieme. Di parere opposto la linea difensiva dell’avvocato Matteo Paruscio, legale della 45enne, secondo cui quelle cifre, sebbene spesso giustificate con la causale di prestito, costituivano in realtà il corrispettivo per le prestazioni professionali ricevute.
La situazione è precipitata a partire dal giugno 2023, quando la relazione si è interrotta bruscamente. Da quel momento, secondo le accuse, la escort avrebbe iniziato a pretendere altro denaro, minacciando l’imprenditore di rivelare ogni dettaglio del loro legame extraconiugale alla moglie di lui. Nonostante un tentativo dell’uomo di troncare definitivamente ogni contatto nel novembre 2024 per evitare lo scandalo, la donna sarebbe riuscita a ottenere dati sensibili e l’indirizzo di casa della vittima, probabilmente accedendo illecitamente al suo smartphone durante gli incontri avvenuti nell’abitazione della stessa.
Le minacce si sono fatte via via più pressanti, trasformandosi in una vera e propria persecuzione che ha visto la 45enne presentarsi fin sotto l’abitazione dell’imprenditore, pronta a scatenare il caos davanti ai suoi familiari. Ormai alle strette, nel gennaio di quest’anno il 65enne si è rivolto all’avvocato Paolo Ghiselli per formalizzare una denuncia per tentata estorsione e accesso abusivo a sistema informatico. Il procedimento lampo ha portato alla sentenza odierna, mettendo un punto fermo a un caso di cronaca che ha rischiato di distruggere la reputazione e la stabilità familiare del noto professionista.













