Cronaca. Rimini, ricatta l’amante: “trans” sudamericana patteggia un anno

Un facoltoso imprenditore di 65 anni è stato vittima di un pesante ricatto a luci rosse orchestrato da una escort transessuale sudamericana di 45 anni. La delicata vicenda giudiziaria ha trovato il suo epilogo ieri, giovedì, quando la professionista ha concordato un patteggiamento a un anno di reclusione per il reato di tentata estorsione.

Le indagini hanno ricostruito una relazione clandestina durata circa diciotto mesi. In questo arco temporale, l’uomo d’affari ha versato sul conto dell’amante oltre duecentomila euro. Secondo la versione fornita dal sessantacinquenne, i numerosi bonifici erano destinati a sostenere economicamente i parenti della donna all’estero, a coprire spese mediche e a finanziare regali legati ai fine settimana trascorsi insieme. Una ricostruzione contestata dalla difesa dell’imputata, affidata all’avvocato Matteo Paruscio, la quale ha sostenuto che i trasferimenti di denaro, pur recando causali fittizie legate a presunti prestiti, rappresentassero in realtà il pagamento per le prestazioni sessuali offerte.

La frequentazione aveva subito una brusca battuta d’arresto nel giugno del 2023, per poi essere troncata definitivamente dall’imprenditore nel novembre del 2024, nel disperato tentativo di evitare ripercussioni sulla propria vita privata. La chiusura del rapporto non ha però fermato le richieste economiche della quarantacinquenne, che ha iniziato a pretendere ulteriori somme minacciando di svelare il tradimento alla consorte dell’uomo. Sfruttando la distrazione della vittima durante i vecchi incontri a domicilio, la sudamericana era riuscita a sottrarre informazioni sensibili dal suo smartphone, ottenendo così l’indirizzo di casa della famiglia.

L’escalation intimidatoria ha raggiunto l’apice quando l’indagata si è presentata fisicamente sotto l’abitazione del professionista, minacciando di provocare uno scandalo pubblico davanti ai suoi congiunti. Ormai senza vie d’uscita, nel mese di gennaio di quest’anno la vittima si è rivolta all’avvocato Paolo Ghiselli per denunciare formalmente l’ex amante, ipotizzando i reati di tentata estorsione e accesso abusivo a sistema informatico. Il fascicolo è passato infine al vaglio del Giudice per le indagini preliminari Raffaele Deflorio, che ieri ha ratificato l’accordo tra le parti sigillando la condanna.