Alla mia veneranda età penso di potermi prendere la libertà di esprimere un ragionamento aperto sul clamoroso scandalo della tentata svendita di Banca di San Marino.
In questo periodo opaco e torbido, ho capito che rompendo l’assordante silenzio della partitocrazia governativa sono diventato molto scomodo. Ma non è un problema. Almeno per me! Il problema vero è che mi sembra di vivere in una favola senza lieto fine. Infatti, appena un mese fa ho appreso l’angosciante notizia del Tribunale sull’esistenza di un ” piano parallelo ” che aveva ” il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari ” che ” ha indotto i Giudici Inquirenti a formulare nuove e più pesanti imputazioni nei confronti di vari soggetti, cittadini sammarinesi e non, destinatari di misure cautelari personali e reali per concorso nei reati di: a ) attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica di San Marino; b ) attentato contro la libertà dei poteri pubblici; c ) minaccia contro l’autorità.”
Il Paese va sottosopra, si chiedono i nominativi dei politici, si grida all’esilio dei ” traditori della patria “, il governo chiede la mobilitazione generale ( “facciamo squadra” ! ). Intanto, in fretta e furia, si costruisce il muro di gomma a protezione della casta.
Ora, terminata la fase inquisitoria, le misure cautelari sono sparite, i nominativi dei vari personaggi politici sono segreti, i carcerati sono in libertà.
Sulla testa dei sammarinesi vi è stato un ” attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica “, e i cittadini sono tenuti all’oscuro dell’identità degli attentatori ( personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari ). Non posso non rilevare che le misure cautelari annunciate dovevamo ” evitare il pericolo di fuga dei prevenuti e, soprattutto l’aggravarsi o il protrarsi delle conseguenze dei reati…”
Emilio Della Balda











