Ci risiamo: in grande pompa magna il Governo, o meglio, due Segretari di Stato targati DC, hanno presentato una delle solite iniziative alle quali sporadicamente ci hanno abituati, per spiegare, secondo i promotori, come e quanto sia bello l’Accordo di Associazione all’U.E.

A parte il fatto che queste iniziative avrebbero dovuto essere organizzate molto tempo addietro, mentre l’Accordo si stava costruendo e perfezionando, coinvolgendo e informando seriamente i cittadini e soprattutto tenendo conto del pensiero dei sammarinesi, in quanto ora risultano iniziative che giungono fuori tempo massimo. C’’è poi da dire che sono congegniate con lo stampino, tutte uguali. Così, anche questa volta, l’appuntamento previsto per il 12 marzo, che viene presentato come “un ulteriore passo verso la cittadinanza” (bontà loro), risulterà la solita sfilata asettica, dove non ci sarà né un pelo, né una parola fuori posto, ci potete scommettere.
Questa volta l’appuntamento preconfezionato sarà dedicato al comparto produttivo: imprenditori, artigiani, commercianti e liberi professionisti, categorie che evidentemente hanno interessi e realtà piuttosto diverse tra loro, mi pare, eppure la ricetta per “comprendere l’operatività quotidiana all’interno del mercato interno europeo”, vedrete che risulterà miracolosamente unica e soprattutto positiva per gli operatori sammarinesi. Già, perché in tutte queste occasioni si parla solo degli eventuali, possibili, teorici vantaggi e mai degli eventuali, possibili, teorici svantaggi. Anzi, come si legge nell’opuscoletto consegnato a tutti i sammarinesi (altra recente iniziativa del Governo), dopo aver illustrato i vantaggi dell’accordo U.E., sotto il titolo, gli svantaggi è scritto: anche gli svantaggi possono tramutarsi in vantaggi. Di fronte a questo, voi capite, che anche la moltiplicazione dei pani e dei pesci, impallidisce!
D’altronde, sempre durante la presentazione dell’iniziativa da parte del Governo, è stato testualmente detto: “Il nostro compito, in queste serate, è spiegare come trasformeremo i nuovi obblighi in vantaggi competitivi….” Se non ha del miracoloso questo, non so cos’altro possano inventarsi nell’Esecutivo.
Sempre nel battage di presentazione, viene posta in evidenza “una novità assoluta”, ovvero il coinvolgimento di un rappresentante della maggioranza, come se non ce ne fossero già abbastanza e un rappresentante dell’opposizione che però, come abbiamo visto, non si oppone proprio a nulla (ma saranno democratici!).
Ed infine la presentazione termina con una nota super ottimistica: “un’occasione di approfondimento necessaria per una Repubblica che si prepara a essere protagonista nel cuore del continente.” Ottimo finale per una bella favola, auguriamoci che il “nostro” protagonismo non turbi troppo il mercato unico europeo. Comunque, anche se tardive e paludate, ben vengano le occasioni per parlare di un tema che riguarda tutti i sammarinesi indistintamente.
Comunque sia e da qualunque parte la si guardi, ad esempio anche durante la votazione avvenuta nel Parlamento Europeo recentissimamente, emerge il fatto che con questo accordo è acclarato che San Marino, per associarsi all’Unione Europea, deve allinearsi all’acquis comunitario e quindi alla normativa U.E. presente e futura; così come dovrà osservare gli obblighi stringenti in materia di vigilanza finanziaria (vedi l’Addendum con l’Italia), concorrenza e aiuti di Stato.
Quindi, quando nel corso dei dibattiti del Consiglio Grande e Generale, qualche rappresentante ha sostenuto che San Marino dovrà recepire migliaia di norme e raccomandazioni U.E., affermava cose vere e non campate in aria. La qualcosa significherebbe un terremoto nel sistema del Paese, il quale, se non si è preparati adeguatamente e per tempo, potrebbe far trovare i sammarinesi a mal partito, con conseguenze dannose e non so quanto recuperabili.
Ecco, su questi temi occorrerebbe confrontarsi, senza smanie, senza fretta, fornendo risposte adeguate e senza usare perennemente i verbi al condizionale (faremo, diremo, vedremo). Allora sì che sarebbe interessante per tutti, perché la gente vuole chiarezza e certezze, se vuole tentare la sorte probabilmente gioca al lotto.
E prima ancora di parlare di questi aspetti specifici, dovrebbero essere convocate delle serate per spiegare ai cittadini per quale motivo il Governo e la maggioranza, in alcuni casi facendo capriole inimmaginabili rispetto alle posizioni assunte pubblicamente in precedenza, sono così pervicacemente contrari alla celebrazione di un referendum sulla materia. Per quale motivo temono il giudizio dei cittadini? Perché si oppongono ad una pratica democratica che coinvolgerebbe davvero tutti gli elettori? Inspiegabile! Soprattutto se sono davvero convinti della bontà del proprio operato.
Queste cose occorrerebbe chiarire, allora sì che la gente, non le truppe cammellate, parteciperebbe numerosa, perché qualunque posizione dovesse emergere, al di là di come ognuno di noi la può pensare, si eserciterebbe davvero la democrazia. E come diceva Sandro Pertini, la democrazia, assieme alla libertà e alla giustizia sociale sono assolutamente fondamentali, indispensabili e preservano la dignità dei cittadini contro i tentativi di prevaricazione, evitando che la democrazia rischi di essere ridotta ad avvilente parodia!
Augusto Casali











