Cronaca. Crisi carburante e pesca: a Rimini scatta il piano di emergenza con turni ridotti per i pescherecci

Il conflitto in Medio Oriente sta proiettando ombre pesanti sull’economia dell’Adriatico, colpendo con durezza chirurgica il settore ittico locale. A Rimini, la flotta dei pescherecci si trova costretta a una drastica riorganizzazione operativa per sopravvivere a un’impennata dei costi energetici che minaccia di paralizzare l’intero comparto. L’instabilità geopolitica globale si è tradotta in tempi rapidissimi in un’emergenza concreta per la marineria romagnola, costringendo gli operatori a modificare le proprie abitudini lavorative per far fronte a un mercato del gasolio diventato insostenibile.

L’analisi della situazione attuale arriva direttamente dall’assessora all’Ambiente di Rimini, Anna Montini, la quale osserva come le ripercussioni indirette della guerra siano ormai tangibili nella quotidianità economica del territorio. Il dato più allarmante riguarda il prezzo del carburante, balzato in pochissimo tempo da 0,64 a 1,10 euro al litro. Questa crescita improvvisa è aggravata da serie criticità nell’approvvigionamento: le petroliere faticano a raggiungere i porti italiani e le scorte disponibili si stanno assottigliando. Per le imprese della pesca, si tratta di un colpo durissimo, considerando che la spesa per il gasolio incide mediamente per il 40% sui costi totali di gestione di ogni singola imbarcazione.

Di fronte a questo scenario critico, la Cooperativa pescatori di Rimini ha già varato una strategia di contenimento per attutire l’impatto finanziario. La soluzione adottata prevede una rimodulazione delle uscite in mare attraverso un sistema di turnazione: ogni peschereccio limiterà la propria attività a 48 ore settimanali, rinunciando alle 72 ore consentite dalle normative ministeriali. Questa alternanza pianificata ha lo scopo di garantire la continuità delle forniture, assicurando che il pesce fresco rimanga disponibile sui banchi dei mercati cittadini per tutta la settimana, nonostante la riduzione del tempo trascorso in mare.

L’assessora Montini sottolinea che, sebbene questa organizzazione rappresenti una risposta necessaria nell’immediato, l’incertezza sulla durata del conflitto internazionale impedisce di fare previsioni rassicuranti sul futuro. La preoccupazione per la tenuta dell’intera filiera rimane alta, motivo per cui l’amministratrice auspica un intervento rapido da parte dello Stato.