Cronaca. Forlì, madre assolta dall’accusa di sottrazione di minori

Si è conclusa nel migliore dei modi la complessa vicenda giudiziaria di una donna di origini siciliane accusata di aver portato via i propri figli all’ex compagno, residente nella zona del Rubicone. Il Tribunale di Forlì ha infatti scagionato l’imputata con formula piena, stabilendo la totale insussistenza del reato a lei contestato.

La pronuncia della giudice Ramona Bizzarri ha respinto in toto l’ipotesi della pubblica accusa. Durante la fase conclusiva del dibattimento, la pubblico ministero Marina Tambini aveva domandato una condanna a nove mesi di reclusione, valutando come grave la condotta della genitrice legata al trasferimento in Sicilia insieme ai bambini.

A smontare l’impianto accusatorio è stata l’avvocata Giulia Farneti del foro di Forlì-Cesena. La difesa ha dimostrato con successo come il cambio di residenza fosse motivato unicamente dalla volontà di frequentare un corso per diventare operatore socio-sanitario e trovare una sistemazione lavorativa stabile. È stato inoltre sottolineato come la madre garantisse il ritorno dei figli in Romagna in occasione delle ferie scolastiche.

L’ipotesi di reato è definitivamente caduta di fronte alla dimostrata trasparenza della donna. L’ex partner era infatti costantemente aggiornato sulla posizione dei minori, tanto da conoscere con esattezza l’istituto scolastico in cui studiavano sull’isola. L’uomo, peraltro, non aveva mai espresso un’opposizione chiara e immediata al momento della partenza.

Nonostante la vittoria in sede penale, il dramma umano resta irrisolto. Nel corso del processo è emersa la profonda amarezza dell’imputata, la quale ha riferito in aula di non poter incontrare i bambini dal 2023. Tale lontananza scaturisce da un diverso procedimento parallelo presso il Tribunale civile di Enna, che ha stabilito la domiciliazione prevalente dei minori presso l’abitazione paterna. Come confermato dalle testimonianze dei parenti materni, un avvio di separazione apparentemente normale si è progressivamente trasformato in una dura battaglia legale, che ha finito per troncare ogni rapporto tra i ragazzini e la famiglia d’origine della madre.