Cronaca. Ravenna, raro pesce luna trovato morto sulla spiaggia di Marina

Un inusuale esemplare di fauna marina è stato rinvenuto privo di vita nella mattinata di oggi lungo il litorale di Marina di Ravenna. Il corpo di un grande pesce luna giaceva infatti arenato sulla sabbia nelle immediate vicinanze della struttura della diga del molo cittadino, innescando l’attivazione dei controlli ambientali e richiamando sul posto l’intervento degli specialisti per i necessari rilievi del caso.

A prendere in carico la situazione e a esaminare i resti dell’animale pelagico sono stati gli operatori del locale centro di recupero Cestha. Il direttore del polo di ricerca, Simone D’Acunto, ha spiegato che i primissimi accertamenti visivi condotti esternamente sulla carcassa non hanno evidenziato alcun tipo di ferita evidente o segno di trauma fisico. Sulla base di questa ispezione preliminare sul posto, gli esperti propendono fortemente per l’ipotesi di un decesso fisiologico, avvenuto per cause del tutto naturali.

Per dissipare ogni eventuale dubbio clinico sulle reali motivazioni della morte, la spoglia dell’animale è stata accuratamente prelevata dalla spiaggia e predisposta per il trasferimento in un istituto della città di Padova. In quella sede verranno eseguiti esami veterinari e analisi specifiche molto più approfondite. I biologi marini intervenuti sul litorale hanno inoltre reso noto un dettaglio rilevante per la ricostruzione degli eventi: nei giorni immediatamente precedenti al ritrovamento odierno, lo stesso pesce si era già spinto pericolosamente vicino alla riva romagnola e, in quell’occasione, era stato delicatamente assistito e riaccompagnato verso il mare aperto.

La comparsa di questo particolare esemplare ittico costituisce un evento decisamente eccezionale per le acque costiere locali. Gli addetti ai lavori del centro ravennate precisano infatti che il pesce luna non rappresenta affatto una presenza frequente all’interno dello specchio d’acqua locale. Tuttavia, le statistiche storiche legate agli avvistamenti indicano che la segnalazione di queste creature all’interno del Mar Mediterraneo e nell’intero bacino dell’Adriatico si verifica con una media di circa un caso ogni due anni.