Ravenna, gasolio alle stelle: l’allarme degli autotrasportatori

L’inarrestabile ascesa dei prezzi alla pompa di benzina sta mettendo in ginocchio il settore logistico romagnolo. Il Comitato unitario dell’autotrasporto della provincia di Ravenna ha infatti lanciato oggi un disperato grido d’allarme, denunciando come i continui rincari giornalieri di gasolio e biocarburante Hvo stiano minacciando la sopravvivenza stessa delle aziende del comparto.

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I rappresentanti della categoria hanno spiegato che le imprese del trasporto merci provengono già da un lungo periodo di crisi, segnato da una forte inflazione, da un rallentamento dell’economia e da costi energetici insostenibili. L’attuale impennata dei listini rischia di dare il colpo di grazia a un settore che opera con margini di guadagno ridotti ai minimi termini, compromettendo l’intera filiera distributiva con inevitabili ripercussioni sul costo finale dei beni di largo consumo.

Di fronte a uno scenario così critico, i portavoce degli autotrasportatori hanno rivolto un appello urgente alle istituzioni. La richiesta è quella di attivare un monitoraggio costante sulle fluttuazioni del mercato, istituendo rigorosi controlli per stroncare sul nascere qualsiasi manovra speculativa. L’organizzazione locale auspica inoltre la rapida valutazione di misure di sostegno per tutelare un comparto ritenuto vitale per il funzionamento dell’intera economia.

La gravità della situazione trova conferma nei numeri diffusi dall’osservatorio ministeriale per la giornata odierna. Nel territorio ravennate, il costo del gasolio in modalità self-service ha ormai scavalcato stabilmente la soglia dei due euro al litro, mentre la benzina viaggia oltre l’euro e ottanta, tariffe a cui vanno sommati circa venti centesimi per il servizio al veicolo. I prezzi più bassi rilevati in città si fermano a 1,919 euro per il diesel e 1,714 per la verde, individuati unicamente in un impianto lungo la tangenziale cittadina.

L’escalation dei costi, monitorata a livello nazionale anche dal Codacons, ha portato il gasolio servito sulla rete autostradale italiana a sfondare il tetto dei 2,6 euro. Secondo i calcoli dell’associazione dei consumatori, un pieno per i mezzi diesel costa oggi fino a dodici euro in più rispetto alla fine di febbraio, traducendosi in un aggravio annuo stimato in quasi trecento euro.

Alla radice di questa fiammata c’è il conflitto scoppiato in Iran, che ha spinto al rialzo le quotazioni del greggio fin dai primissimi giorni di ostilità. Gli operatori economici e i trasportatori restano ora in attesa di capire se le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, il quale ha ipotizzato un’imminente fine dei combattimenti, saranno sufficienti a invertire la preoccupante tendenza dei mercati.