La politica sammarinese scossa dalle ultime vicende giudiziarie che vedono al centro la tentata vendita di Banca di San Marino e il cosiddetto “Piano parallelo”. In un comunicato diffuso oggi dal Partito Socialista, l’ufficio stampa della formazione politica ha espresso profonda preoccupazione per l’impatto che questi scandali stanno avendo sulla credibilità internazionale della Repubblica, chiedendo un’immediata operazione di trasparenza.
La vicenda, ormai ribattezzata come il “caso bulgaro”, ha visto nelle ultime settimane un susseguirsi di arresti, scarcerazioni e sequestri che hanno attirato l’attenzione dei media europei. Le notizie circolate dipingono un quadro inquietante fatto di presunte tangenti, complotti internazionali e ipotetiche pressioni relative all’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Tra i dettagli più allarmanti emersi, figurano misteriose intrusioni all’interno della Banca di San Marino che, secondo quanto trapelato, non avrebbero portato alla sottrazione di denaro ma di documenti riservati.
“Si è detto di politici, di imprenditori ed infine di massoneria coinvolti”, si legge nella nota del Partito Socialista. “Da settimane si alternano notizie parziali a silenzi disarmanti e il risultato finale è di grande confusione, che non può che preoccupare la cittadinanza”. Il timore del PS è che il ritorno di San Marino sulle prime pagine dei giornali italiani ed esteri in una luce negativa possa compromettere seriamente l’immagine del Paese proprio in una fase diplomatica così delicata.
Il partito chiede che venga fatta luce sui fatti nel minor tempo possibile, distinguendo chiaramente l’aspetto penale da quello politico. Se da un lato il PS ribadisce il pieno sostegno al lavoro del Tribunale e del suo Dirigente, dall’altro esige che la politica smetta di “balbettare” e affronti le proprie responsabilità amministrative.
“La nebbia che oggi avvolge la vicenda deve essere diradata al più presto”, prosegue il comunicato, “perché i sammarinesi hanno il diritto di sapere se e quali siano le eventuali responsabilità politiche, istituzionali ed amministrative”. Per i socialisti è fondamentale che vengano abbandonati tentennamenti e pretesti, parlando alla cittadinanza con un linguaggio di estrema chiarezza.
La posizione del Partito Socialista è netta: pur rispettando il segreto istruttorio e le prerogative della magistratura, la classe dirigente non può restare inerte di fronte alle accuse di chi, come il gruppo bulgaro, respinge ogni addebito coinvolgendo figure interne al sistema sammarinese. La sfida per la Repubblica, ora, è quella di dimostrare la solidità delle proprie istituzioni e la capacità di estirpare eventuali “spalloni” pronti a tradire gli interessi del Paese per vantaggi personali.











