Una donna di 38 anni ha denunciato l’ex compagno, un 43enne di origine albanese, accusandolo di averla sequestrata, picchiata e violentata per diversi giorni all’interno di una stanza d’albergo a Bellaria Igea Marina. I fatti risalgono al gennaio 2025 e, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe reagito con estrema violenza dopo aver appreso la decisione della donna di interrompere la relazione.
La vittima, assistita dall’avvocata Aidi Pini, ha raccontato che l’ex compagno l’avrebbe tenuta segregata per quattro giorni, colpendola ripetutamente con pugni e calci e arrivando anche a minacciarla con un coltello. A seguito delle aggressioni la donna ha riportato gravi lesioni, tra cui la frattura dell’arcata dentaria e vari traumi, con una prognosi superiore ai quaranta giorni.
Nel corso delle violenze, sempre secondo la denuncia, la 38enne sarebbe stata costretta a realizzare video sessuali poi venduti a terzi sul web. La donna ha inoltre riferito che durante la relazione l’uomo le avrebbe sottratto circa 20mila euro.
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Rimini e coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi. Al termine degli accertamenti il 43enne era stato arrestato con accuse pesanti: violenza sessuale aggravata, lesioni pluriaggravate, stalking, sequestro di persona ed estorsione.
Il procedimento si è concluso con rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Rimini, Raffaella Ceccarelli, che ha pronunciato la condanna in primo grado: 7 anni, 1 mese e 10 giorni di reclusione. Il giudice ha inoltre stabilito un risarcimento di 60mila euro a favore della parte civile.
Attualmente l’imputato si trova agli arresti domiciliari con il divieto di avvicinamento alla vittima. I suoi difensori, gli avvocati Piero Venturi e Matteo Miniutti, hanno annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza e presentare ricorso in Appello.











