Ottimo riscontro per la primissima edizione della rassegna enologica dedicata ai prodotti a denominazione d’origine e a indicazione geografica protetta del territorio. L’evento fieristico, andato in scena lunedì scorso all’interno del Palazzo del Turismo, ha catalizzato l’attenzione del comparto ricettivo della costa, ponendo le basi per una sinergia sempre più stretta tra le cantine e il mondo dell’ospitalità.
La manifestazione ha registrato un’affluenza notevole, richiamando oltre trecento professionisti tra albergatori, ristoratori e addetti ai lavori del settore turistico. Negli spazi espositivi, gli ospiti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con i delegati di ben sessantatré realtà vitivinicole romagnole, affiancate per l’occasione da diverse aziende agroalimentari d’eccellenza della zona.
Il programma della giornata è stato inoltre arricchito da due incontri di approfondimento tecnico. La sommelier professionista Ilaria Di Nunzio ha guidato una sessione di assaggi focalizzata sulle etichette locali più adatte alla stagione calda, mentre lo chef Tomas Marfella ha curato uno spazio dedicato agli abbinamenti culinari, mostrando agli operatori come esaltare al meglio le materie prime della riviera attraverso preparazioni specifiche e calici mirati.
L’iniziativa ha raccolto i favori di tutti i soggetti istituzionali e associativi coinvolti. I vertici del Consorzio Vini di Romagna, ente ideatore del format nato nei primi anni Sessanta per tutelare le produzioni locali, hanno espresso grande soddisfazione per la risposta del pubblico e per il supporto della rete di partner. Dal canto suo, l’assessorato al Turismo del Municipio ha evidenziato come la città stia puntando sempre di più sulla qualità enogastronomica, affiancandola strategicamente alla storica vocazione per l’intrattenimento.
Anche le varie associazioni di categoria hanno tracciato un bilancio ampiamente positivo. Le direzioni territoriali di Federalberghi e Fipe-Confcommercio hanno infatti sottolineato il valore cruciale dell’incontro frontale tra produttori e gestori di locali. Secondo i rappresentanti sindacali, conoscere la storia e le tecniche di lavorazione che si celano dietro a ogni bottiglia permette agli imprenditori non solo di arricchire i propri menù con maggiore consapevolezza, ma soprattutto di saper raccontare il prodotto ai villeggianti, trasformando il momento del pasto in un’esperienza profondamente legata alle radici della regione.













