Cronaca, Rimini. Caso Pierina Paganelli: un video scagiona Valeria Bartolucci dalle accuse di ostruzionismo

Le immagini catturate durante le indagini ribaltano la narrazione mediatica e processuale riguardante Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, l’uomo attualmente imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Durante l’udienza dibattimentale celebrata lunedì 9 marzo 2026 presso la Corte d’Assise di Rimini, la difesa di Dassilva ha proiettato in aula il filmato delle attività di polizia eseguite il 3 novembre 2023. Quel giorno, gli inquirenti fecero irruzione nell’abitazione dei coniugi per il sequestro di alcuni indumenti, tra cui un paio di calzature. Secondo quanto dichiarato dai legali della Bartolucci, gli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini, la visione dei documenti audiovisivi dimostrerebbe inequivocabilmente che le precedenti ricostruzioni sul comportamento della donna non corrisponderebbero alla realtà dei fatti.

Per mesi, diverse testate giornalistiche e programmi televisivi hanno descritto la condotta della signora Bartolucci come ostativa nei confronti delle forze dell’ordine. Nello specifico, era stata diffusa la tesi secondo cui la donna si fosse opposta con forza alla repertazione di un paio di scarpe Timberland appartenenti al marito. Tuttavia, i difensori sottolineano come dalle immagini emerga l’esatto opposto: Valeria Bartolucci avrebbe mostrato la massima apertura verso gli operatori di Polizia, permettendo loro di ispezionare ogni angolo dell’abitazione e di scegliere autonomamente quali oggetti sottoporre a sequestro, senza che si verificasse alcun tipo di tensione o opposizione.

Un ulteriore dettaglio significativo emerso durante il dibattimento riguarda la trasparenza dei coniugi Dassilva sin dalle prime fasi dell’inchiesta. Gli avvocati hanno evidenziato che, nonostante gli agenti avessero offerto alla coppia la possibilità di farsi assistere da un difensore durante la perquisizione, entrambi rifiutarono l’invito. La motivazione addotta dai coniugi in quell’occasione fu la ferma convinzione di non avere nulla da nascondere, rafforzando così l’immagine di una collaborazione piena con l’autorità giudiziaria.

L’udienza ha inoltre portato alla luce un’anomalia procedurale riguardante la documentazione ufficiale dell’indagine. In seguito a una specifica contestazione mossa dall’avvocato Guidi, difensore di Louis Dassilva, nei confronti del vice sovrintendente Palumbo, è stato appurato che l’annotazione di servizio relativa ai fatti del 3 novembre 2023 è stata redatta solo il 16 settembre 2024. Questo ritardo di oltre dieci mesi tra lo svolgimento delle operazioni e la loro formalizzazione scritta aggiunge un nuovo elemento di discussione nel complesso iter processuale che cerca di far luce sulla morte di Pierina Paganelli.