Nuovo capitolo nella lunga e controversa vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi. Mentre le indagini riaperte dalla Procura di Pavia si avviano verso la conclusione, la famiglia Cappa – da anni coinvolta nel dibattito pubblico sul caso di Garlasco – ha deciso di reagire con una raffica di azioni legali contro chi, nelle ultime settimane, ha rilanciato sospetti o insinuazioni sul possibile coinvolgimento delle gemelle Paola e Stefania.
Secondo quanto emerso, sarebbero oltre cinquanta le denunce depositate alla Procura della Repubblica di Milano. L’obiettivo dichiarato è contrastare quello che la famiglia definisce un “circo mediatico” costruito attorno alla tragedia del 2007.
La strategia della famiglia Cappa
La famiglia Cappa – composta dall’avvocato Ermanno Cappa, dalla moglie Maria Rosa Poggi, zia della vittima, e dalle figlie gemelle Paola e Stefania – ha scelto di non intervenire pubblicamente nel dibattito mediatico.
“Nessuna apparizione televisiva, nessuna replica pubblica”, sarebbe la linea seguita: evitare di alimentare ulteriormente la discussione televisiva e social che da anni accompagna il caso.
La risposta è arrivata invece nelle sedi giudiziarie. Gli esposti presentati nelle ultime settimane sono stati affidati al procuratore di Milano Marcello Viola, che ha deciso di assegnarli a un unico magistrato, il sostituto procuratore Antonio Pansa, per valutarne i contenuti.
Dalle denunce emergerebbe anche un monitoraggio costante da parte della famiglia di tutto ciò che viene detto o scritto sul caso: trasmissioni televisive, articoli di giornale, blog e contenuti diffusi sui social network.
Nel mirino giornalisti, ex investigatori e voci del web
Tra i destinatari delle denunce figurano diversi protagonisti del dibattito mediatico sul caso Garlasco. Come riportato da il Giornale, tra questi il giornalista Massimo Giletti, conduttore del programma televisivo Lo Stato delle cose, e Olga Mascolo, inviata della trasmissione Storie italiane.
Citato negli esposti anche l’ex maresciallo dei carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto, oltre all’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva per il suo omicidio.
Accanto a loro, secondo le informazioni circolate, figurerebbe anche un lungo elenco di opinionisti e commentatori del web che hanno rilanciato teorie o ricostruzioni alternative sulla vicenda.
Nel mirino della famiglia Cappa ci sono soprattutto alcune testimonianze già smentite negli anni. Tra queste quella di Marco Muschitta, che sostenne di aver visto una delle gemelle allontanarsi in bicicletta dalla scena del delitto, o quella di Gianni Bruscagin, che invece dichiarò di aver visto una donna entrare nella villa con un borsone.
Particolarmente contestate sono anche le ipotesi che collegano le sorelle al Santuario della Bozzola, vicino a Garlasco, indicato da alcune teorie complottistiche come il possibile luogo legato al movente dell’omicidio.
L’ipotesi di un depistaggio
Secondo alcune fonti, la famiglia Cappa starebbe valutando anche un ulteriore esposto in cui verrebbe ipotizzata l’esistenza di un depistaggio organizzato volto a ostacolare o confondere le nuove indagini.
Questo documento, tuttavia, non risulterebbe ancora formalmente depositato sulla scrivania del pubblico ministero incaricato.
Diciotto anni dopo il delitto che sconvolse Garlasco, il caso continua dunque a generare nuove polemiche e iniziative giudiziarie, mentre l’attenzione mediatica resta altissima attorno a una delle vicende di cronaca nera più discusse della storia recente italiana.
Alanews












