Nella mattina di mercoledì 11 marzo 2026, i lavori della Commissione prendono avvio dal comma “comunicazioni”.
Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari apre la seduta aggiornando i commissari sulla gestione dell’emergenza che nelle ultime settimane ha coinvolto diversi cittadini sammarinesi rimasti bloccati nelle aree del Golfo a causa dell’escalation militare. Spiega che la Segreteria ha preso contatto con circa cinquanta cittadini, distinguendo tra chi si trovava direttamente nei Paesi colpiti dagli attacchi – in particolare Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania e Oman – e chi invece era in altre destinazioni ma non riusciva a rientrare perché i voli di ritorno transitavano proprio in quelle aree. La priorità, riferisce, è stata verificare le condizioni di sicurezza e organizzare eventuali rientri. Negli Emirati, nonostante gli attacchi, i cittadini sammarinesi non si sono trovati in situazioni di pericolo immediato grazie al sistema difensivo e all’organizzazione del Paese, e alcuni residenti hanno scelto di rimanere. Più complessa la situazione dei turisti o di chi era in transito, per i quali è stata attivata la collaborazione con la Farnesina italiana, inserendo i sammarinesi nel sistema di assistenza predisposto per i cittadini italiani presenti nella regione. Il Segretario afferma che oggi tutti i sammarinesi che volevano rientrare sono tornati e che chi è rimasto lo ha fatto per scelta personale e non si trova in condizioni di pericolo.
Il presidente della Commissione Michele Muratori aggiorna invece i commissari sull’organizzazione di un incontro con il gruppo di amicizia del Parlamento ucraino, previsto indicativamente per il 19 del mese tra le 14 e le 16, sottolineando che seguirà una convocazione formale e che la Commissione si confronterà sulle tematiche che la delegazione ucraina intende affrontare.
Nel dibattito interviene Nicola Renzi (Repubblica Futura), che riconosce la complessità della gestione dell’emergenza e ringrazia chi ha lavorato per assistere i cittadini sammarinesi. Il consigliere apre poi un secondo tema legato alla sicurezza interna e alle misure adottate dal Congresso di Stato dopo le indagini sul cosiddetto “piano parallelo”. Pur riconoscendo che il governo ha il dovere di intervenire per tutelare la sicurezza, Renzi ritiene che sarebbe stato utile condividere almeno il quadro generale delle decisioni prese, perché la mancanza di informazioni rischia di alimentare preoccupazioni tra i cittadini. Sottolinea che non si tratta di una polemica ma di un richiamo alla necessità di non considerare il Parlamento un soggetto da tenere all’oscuro, osservando che la percezione diffusa è stata quella di un Congresso di Stato visto come “l’unico organo deputato a intervenire, mentre il Parlamento veniva quasi considerato un intralcio”.
Sulla stessa linea interviene Fabio Righi (Domani Motus Liberi), che ringrazia a sua volta chi ha lavorato per il rientro dei cittadini e afferma che su queste questioni non devono esserci divisioni politiche. Tuttavia esprime forte preoccupazione per la gestione delle vicende legate alla sicurezza dello Stato e alla cosiddetta “questione bulgara”. Ricorda che il vertice del Tribunale aveva parlato di un possibile attacco alle istituzioni e osserva che, di fronte a un allarme di tale portata, il Congresso di Stato può certamente adottare misure urgenti, ma ciò che considera “inaccettabile” è che tali decisioni siano state prese senza informare il Parlamento.
Anche Matteo Zeppa (Rete) chiede aggiornamenti sul regolamento attuativo previsto dal decreto relativo agli aiuti ai nuclei familiari palestinesi, ricordando che il percorso politico avviato da San Marino – compreso il riconoscimento dello Stato di Palestina – era stato approvato all’unanimità in Commissione Esteri e deve ora trovare attuazione concreta. Il commissario richiama poi l’attenzione sugli effetti economici del conflitto, in particolare sull’aumento dei prezzi del petrolio e dei carburanti, chiedendo al governo se stia valutando misure temporanee per contenere l’impatto sui cittadini e sul sistema economico.
Concluso il comma “ comunicazioni”, la seduta prosegue in modalità segreta.
Nel finale, in modalità pubblica, si svolge il riferimento del Segretario di Stato per gli Affari Esteri in merito all’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Luca Beccari aggiorna la Commissione spiegando che, secondo gli esiti informali del gruppo EFTA riunitosi il giorno precedente, si sta delineando la possibilità di portare l’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea al Coreper nel mese di aprile. Alcuni Stati membri stanno completando i propri passaggi interni prima del via libera definitivo, ma al momento non emergono cambi di posizione o opposizioni. L’unico Paese che ha chiesto più tempo per una valutazione resta la Spagna, che mantiene una posizione tradizionalmente rigida sulla natura dell’accordo ma non intende ostacolarne la qualificazione come accordo misto. Beccari sottolinea che la Presidenza cipriota sta spingendo molto per accelerare i tempi e che il dossier viene discusso con cadenza settimanale. Il Segretario affronta anche la questione della possibile posizione della Bulgaria. Spiega di aver verificato direttamente la situazione e riferisce che non esiste alcuna contrarietà al percorso europeo di San Marino. Secondo quanto gli è stato comunicato, l’astensione registrata in precedenza da parte di alcuni eurodeputati sarebbe stata dovuta soprattutto a una conoscenza incompleta della vicenda. Beccari ribadisce inoltre che San Marino aderisce all’accordo proprio per uniformarsi al diritto europeo, in particolare nel settore finanziario, e che il Paese resta uno Stato di diritto fondato sulla separazione dei poteri, per cui il governo non può interferire con l’attività della magistratura. Parallelamente, spiega, la Commissione europea sta già lavorando agli strumenti tecnici che serviranno dopo la firma dell’accordo, tra cui i regolamenti dei comitati di associazione e una piattaforma informatica per gestire il dialogo tra Bruxelles, San Marino e Andorra. Beccari segnala infine che si sta arrivando anche alla chiusura dei negoziati su un accordo parallelo relativo alla gestione delle frontiere e al riconoscimento dei permessi di soggiorno rilasciati da San Marino, che potranno avere validità su tutto il territorio dell’Unione europea.
20260311 – Commissione Consiliare II – Report mercoledi 11 marzo 2026.docx











