Il conflitto in Iran sta facendo sentire i suoi effetti anche in Romagna, con un aumento significativo del prezzo del gasolio che mette in difficoltà un settore chiave per l’economia locale: la pesca.
Secondo Giorgia Gianni, responsabile del settore pesca di Legacoop Romagna, “L’aumento del prezzo del petrolio, oggi oltre 100 dollari al barile, ha comportato un raddoppio del costo del pieno per i pescherecci, passato da circa 700 a 1.500 euro in pochi giorni. È evidente quanto questa situazione renda difficile il lavoro delle nostre marinerie”.
Per affrontare l’emergenza, le associazioni di categoria hanno chiesto interventi mirati. “Abbiamo inviato una lettera al Ministro Lollobrigida – spiega Gianni – per richiedere la reintroduzione del credito d’imposta già previsto all’inizio del conflitto in Ucraina: si tratta di un’agevolazione del 20% sul costo del carburante sostenuto dai pescherecci, fondamentale per ridurre l’impatto economico sui nostri operatori”.
L’aumento dei costi rischia di ripercuotersi non solo sul lavoro dei pescatori, ma anche sui consumatori, innescando un effetto a catena sul prezzo del pesce fresco e sulla filiera locale.











