Cronaca. Meldola, disabile dopo incidente in bici a Lido di Classe: il Comune di Ravenna si costituisce in giudizio

Il Comune di Ravenna ha deciso di difendersi nel procedimento legale avviato da Massimo Rebecchi, il 51enne di Meldola rimasto gravemente disabile dopo una caduta in bicicletta avvenuta nel luglio 2022 a Lido di Classe. Con una delibera approvata lo scorso marzo, la Giunta comunale ha nominato come proprio legale l’avvocato Salvatore Penza, mentre le spese della difesa saranno coperte dalla compagnia assicurativa Aig Europe S.A., senza oneri diretti per l’ente. L’amministrazione si dichiara non responsabile dell’accaduto.

Il percorso giudiziario

La famiglia Rebecchi ha avviato un’azione legale sostenendo che a provocare la caduta fu una radice sporgente sul manto stradale. Il procedimento prevede ora un accertamento tecnico preventivo: un perito nominato dal tribunale dovrà valutare le condizioni della strada e stabilire eventuali responsabilità dell’amministrazione. Successivamente si potrà tentare una mediazione oppure, in assenza di accordo, procedere con la causa civile vera e propria. La relazione tecnica sarà determinante per quantificare un eventuale risarcimento.

La vicenda

L’incidente risale al 13 luglio 2022. Rebecchi stava pedalando con la moglie Francesca Flamigni e i figli verso la spiaggia quando perse il controllo del mezzo. L’impatto fu devastante: l’uomo, che all’epoca aveva 46 anni, rimase in coma per un mese e affrontò un lungo percorso riabilitativo. Oggi presenta un’invalidità permanente superiore al 90 per cento ed è stato costretto ad abbandonare il lavoro.

Lo sfogo della moglie

Francesca Flamigni ha raccontato che il marito attualmente non ha una vita normale e che finora non gli è stato riconosciuto alcun risarcimento. La donna ha denunciato il peso delle spese legali e mediche che gravano sulla famiglia e ha lamentato l’assenza di interventi significativi sulla strada dove avvenne l’incidente, con la sola aggiunta di qualche cartello dal 2022. Ha precisato di non chiedere favori, ma soltanto il riconoscimento di quanto è giusto e un minimo di considerazione per la sofferenza che la famiglia sta vivendo.