Medio Oriente, quattordicesimo giorno di guerra: esplosioni a Teheran e Dubai, Usa autorizzano petrolio russo. Morto un militare francese a Erbil

Prosegue il conflitto in Medio Oriente con una serie di sviluppi nelle ultime ore. Potenti esplosioni hanno scosso Teheran e Dubai, mentre le forze israeliane hanno annunciato di aver colpito oltre 200 obiettivi in Iran. Sul fronte economico, gli Stati Uniti hanno autorizzato temporaneamente l’acquisto di petrolio russo già in transito per ampliare le forniture globali.

Attacchi su Teheran

Nella notte tra ieri e oggi una serie di violente deflagrazioni ha colpito diverse aree della capitale iraniana. Secondo l’agenzia Fars, l’intensità è stata tale da far tremare le abitazioni dei residenti. Non sono stati forniti dettagli su danni o vittime. Le forze di difesa israeliane hanno reso noto di aver completato nelle ultime 24 ore venti attacchi su larga scala nell’Iran centrale e occidentale, colpendo lanciamissili balistici, sistemi di difesa e siti di produzione di armamenti. Dall’inizio dell’operazione denominata “Roaring Lion”, l’aviazione israeliana avrebbe condotto centinaia di ondate di raid contro infrastrutture iraniane.

Tensione nel Golfo Persico

Secondo la Cbs, che cita funzionari statunitensi anonimi, una nave iraniana si sarebbe avvicinata eccessivamente alla portaerei Uss Abraham Lincoln, provocando l’intervento delle forze americane. Dopo alcuni colpi andati a vuoto, un elicottero avrebbe colpito l’imbarcazione con due missili Hellfire. Non si conoscono le condizioni della nave e dell’equipaggio. Di tutt’altro tenore la versione iraniana: secondo quanto riportato dalla Tass, un portavoce del Comando centrale della Repubblica islamica avrebbe dichiarato che la Lincoln sarebbe stata colpita dalla Marina dei Pasdaran e resa inoperativa, costringendola a ritirarsi dal Golfo Persico.

Esplosioni anche a Dubai

Forti esplosioni sono state avvertite anche a Dubai, dove una densa colonna di fumo è stata avvistata nel centro dell’Emirato. Secondo i giornalisti dell’Afp sul posto, le deflagrazioni hanno fatto tremare gli edifici.

Il messaggio della nuova Guida suprema

Ieri il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei ha diffuso il suo primo messaggio alla nazione, letto da una speaker televisiva senza che lui apparisse in video. Ha annunciato che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso e ha invitato i Paesi della regione a chiudere le basi americane, promettendo vendetta per i caduti. Le sue condizioni di salute restano avvolte nel mistero.

La minaccia dei Pasdaran

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha avvertito che eventuali nuove proteste interne riceveranno una risposta ancora più dura rispetto a quella di gennaio, quando migliaia di persone persero la vita. Secondo i Pasdaran, il nemico starebbe cercando di seminare il terrore e provocare rivolte non potendo raggiungere i propri obiettivi militari sul campo.

Le parole di Trump

Il presidente statunitense Donald Trump ha rivendicato su Truth i risultati dell’offensiva, affermando che il regime iraniano viene distrutto militarmente ed economicamente. Ha dichiarato che la marina iraniana sarebbe stata spazzata via, l’aviazione annientata e i leader eliminati, definendo un onore poter colpire chi per 47 anni avrebbe ucciso innocenti in tutto il mondo.

Vittime tra i militari occidentali

Un aereo cisterna americano si è schiantato ieri in Iraq occidentale con cinque militari a bordo, ancora dispersi. Il Comando centrale Usa ha precisato che non si è trattato di fuoco nemico. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un militare francese durante un attacco nella regione di Erbil, definendo inaccettabile l’episodio e ribadendo che la presenza delle forze francesi in Iraq rientra nella lotta al terrorismo.

L’apertura al petrolio russo

Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha annunciato un’autorizzazione temporanea per consentire l’acquisto di petrolio russo attualmente bloccato in mare. La misura, definita circoscritta e di breve durata, riguarda solo il greggio già in transito e secondo Bessent non apporterà benefici significativi a Mosca, che ricava la maggior parte delle entrate energetiche dalle tasse riscosse al momento dell’estrazione.