Cesenatico, il gasteropode adriatico sparisce dai fondali: pescatori in ginocchio dopo l’estate delle mucillagini

Una delle attività ittiche piu radicate lungo la riviera romagnola rischia di scomparire. La raccolta della Nassarius mutabilis, il piccolo mollusco conosciuto comunemente come lumachina di mare, ha subito un tracollo verticale negli ultimi mesi, con un calo che gli addetti ai lavori stimano ben oltre i tre quarti del consueto raccolto stagionale.

Cestelli vuoti e rotte allungate

Le imbarcazioni che operano con sistemi da posta tra lo scalo di Cesenatico, quello cervese e i porti del Ravennate si sono ritrovate a salpare attrezzi praticamente deserti. L’intero tratto di fondale compreso tra lo sbocco del Rubicone e le acque settentrionali della provincia risulta ormai privo della specie, un tempo diffusissima sulla sabbia e sul fango costiero entro le tre miglia. Per riuscire a riempire almeno parzialmente le ceste, diversi equipaggi hanno dovuto allungare notevolmente le battute verso sud, in direzione del Riminese, con un inevitabile aggravio sulle spese di navigazione.

Il dito puntato contro l’estate 2024

Ad alimentare la catastrofe sarebbe stata la massiccia fioritura di mucillagini registrata la scorsa stagione calda. La sostanza gelatinosa, stratificandosi in spessori consistenti sul fondale, avrebbe creato una barriera impenetrabile proprio nei mesi cruciali della riproduzione, tra maggio e giugno, soffocando gli agglomerati spugnosi in cui si sviluppano le uova. Il risultato e stato un mancato ricambio generazionale che ha svuotato i banchi naturali.

Economia stravolta

Le conseguenze si misurano tanto nelle stive semivuote quanto sui banchi dei mercati ittici. Il valore commerciale del prodotto e letteralmente esploso, raggiungendo picchi mai registrati prima e superando di gran lunga il doppio delle quotazioni abituali. Le circa quaranta piccole imbarcazioni distribuite nei tre principali approdi della zona, che tradizionalmente integrano i guadagni della pesca da posta alternando cestelli, cogolli e gabbiette tra autunno e tarda primavera, hanno visto evaporare una fetta fondamentale del proprio fatturato annuale. Alcuni operatori hanno tentato la carta della seppia con largo anticipo rispetto al calendario abituale, ma il timore di un’altra stagione negativa resta forte.

Fondi regionali, la rabbia dei nassaroli

A rendere ancora piu amaro il quadro e la questione dei risarcimenti. Il fondo da un milione di euro messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per compensare i danni delle mucillagini non avrebbe raggiunto proprio chi ne aveva maggiore bisogno. I criteri adottati per la distribuzione delle somme vengono giudicati poco trasparenti e inadatti a fotografare la reale entita delle perdite sofferte dalla piccola pesca costiera. Dal settore arriva ora una doppia richiesta: indennizzi concreti e uno studio scientifico approfondito che faccia chiarezza sull’effettivo impatto biologico del fenomeno mucillaginoso sulla popolazione del gasteropode.