le imminenti festività pasquali si preannunciano particolarmente dispendiose per le famiglie del Titano. Gli aumenti generalizzati registrati sul mercato italiano si riflettono inevitabilmente anche all’interno della Repubblica, colpendo in particolar modo i prodotti dolciari della tradizione e il comparto dei trasporti, con l’incognita delle tensioni in Medio Oriente che minaccia di aggravare ulteriormente l’inflazione.
I rincari sui prodotti tipici
Le associazioni italiane a difesa dei consumatori hanno elaborato le prime stime sugli scontrini in Penisola. Le analisi indicano che nei supermercati le uova di cioccolato subiranno maggiorazioni comprese tra il sei e il dieci per cento rispetto all’anno passato. Il costo al chilo di un prodotto industriale può ora superare i settantasette euro, a fronte dei settanta della precedente stagione.
Per l’acquisto di un uovo nella grande distribuzione la spesa varia attualmente tra i sette e i ventidue euro. Cifre che salgono sensibilmente se ci si rivolge al mercato artigianale, con medie tra i trenta e i quaranta euro, fino a sfondare il muro dei cento euro per le versioni di alta gamma. Rialzi più contenuti, calcolati attorno al tre per cento, interessano invece le classiche colombe.
La dinamica dei prezzi dolciari nasconde una particolarità legata alle tempistiche di approvvigionamento. Nonostante il valore globale del cacao sia recentemente crollato a tremilatrecento dollari la tonnellata, i listini al dettaglio non scendono. Le industrie stanno infatti utilizzando le scorte di materia prima acquistate alla fine del duemilaventiquattro, periodo in cui le quotazioni avevano toccato il record storico di dodicimila dollari.
Trasporti sempre più cari
Il salasso colpirà anche i cittadini sammarinesi che hanno in programma di spostarsi tra il tre e il sette aprile. I dati sui voli verso il sud Italia evidenziano tariffe minime che spaziano dai quasi trecento euro fino a superare i quattrocento euro, senza peraltro includere servizi base come il bagaglio a mano o la prenotazione del posto.
Sulla rete ferroviaria la situazione risulta altrettanto gravosa, con biglietti di sola andata sui treni ad alta velocità che viaggiano tra i cento e i centottantacinque euro a seconda della tratta. I rappresentanti delle sigle dei consumatori avvertono infine che questi importi, già spinti al rialzo dall’elevata domanda festiva, rischiano di lievitare ulteriormente a causa della crisi internazionale in corso, che sta comportando pesanti aumenti sui carburanti e variazioni delle rotte aeree.











