Cronaca. Cesena, spray al peperoncino al liceo: la denuncia di una madre

Dopo l’episodio dello spray al peperoncino spruzzato nei giorni scorsi all’esterno del liceo linguistico “Ilaria Alpi”, che aveva reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e portato alla denuncia di due giovani, una madre di un alunno dell’istituto ha affidato a un lungo sfogo la propria esasperazione. La vicenda, diffusa oggi da CesenaToday, riporta l’attenzione su una situazione di disagio che secondo la donna si protrarrebbe ormai da due anni.

Il cortile come “terra di nessuno”

Al centro delle preoccupazioni c’è l’aula situata al piano terreno dell’edificio scolastico, direttamente comunicante con un cortile ad accesso pubblico. La donna ha descritto quello spazio esterno come una zona completamente priva di controllo, dove l’ultimo episodio dello spray urticante ha costretto un’intera classe all’evacuazione.

Per tentare di arginare il problema, la dirigenza scolastica avrebbe adottato contromisure progressivamente sempre più drastiche. Sui vetri delle finestre sono state applicate pellicole opache adesive per impedire il contatto visivo con l’esterno, mentre le finestre stesse sarebbero state sigillate. L’ultima proposta attualmente in discussione prevederebbe addirittura l’installazione di grate di ferro per bloccare il lancio di oggetti e l’avvicinamento di soggetti estranei all’istituto. Una serie di interventi che, secondo la madre, costringe di fatto gli studenti a vivere le ore di lezione in una condizione da “blindati”.

La richiesta alle istituzioni

La donna ha chiesto con forza l’attivazione di misure di sorveglianza concreta nel cortile, sollecitando un presidio di vigilanza attiva e il coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale. Le famiglie degli alunni ritengono indispensabile l’apertura di un tavolo tecnico tra la scuola e il Comune di Cesena, affinché l’area circostante il liceo cessi di essere quella che la madre ha definito una zona franca per i bulli.