Guerra Iran-Israele, il Mossad telefona ai comandanti di Teheran: “State dalla parte del vostro popolo”. Duro attacco a siti missilistici nello stretto di Hormuz

Un agente dei servizi segreti israeliani ha contattato direttamente alcuni comandanti delle forze di sicurezza iraniane, avvertendoli di tenersi lontani da eventuali operazioni di repressione interna in caso di rivolte popolari. Lo rivela oggi il Wall Street Journal, che ha avuto accesso alla registrazione di una di queste telefonate. Nella chiamata, l’agente del Mossad dice a un alto ufficiale della polizia iraniana di essere sulla lista nera israeliana e lo esorta a schierarsi con la propria popolazione, lasciando intendere che chi non lo farà condividerà il destino dei vertici già eliminati. La risposta dell’ufficiale, che giura sul Corano di non essere un nemico, si chiude con un appello accorato: una richiesta di aiuto.

Usa colpiscono siti missilistici iraniani sullo Stretto di Hormuz

Nella notte il Comando Centrale statunitense ha reso noto di aver impiegato munizioni a penetrazione profonda da cinquemila libbre contro installazioni missilistiche iraniane fortificate lungo la costa, nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz. Secondo il Centcom, quei siti ospitavano missili da crociera antinave che costituivano una minaccia concreta per la navigazione internazionale nell’area.

Israele prende di mira il ministro dell’Intelligence Khatib

Un raid mirato delle forze israeliane ha colpito oggi il ministro dell’Intelligence iraniano Ismail Khatib, figura di primo piano rimasta in carica sia sotto la presidenza Raisi sia sotto quella di Pezeshkian. Le valutazioni dell’Idf sono ancora in corso, ma una prima analisi indica che Khatib sarebbe rimasto ucciso nell’attacco.

Missile iraniano su Tel Aviv: due morti a Ramat Gan

Nella notte un missile balistico lanciato dall’Iran ha centrato il sobborgo di Ramat Gan, nell’area metropolitana di Tel Aviv. Due persone hanno perso la vita a causa delle gravi ferite riportate nell’impatto. In un attacco precedente nella stessa zona era rimasto gravemente ferito un altro civile e una stazione era stata devastata dall’esplosione.

Gli altri sviluppi della giornata

Sul fronte libanese, i raid israeliani su Beirut hanno causato oggi almeno dodici morti e quarantuno feriti, con un edificio crollato nel quartiere di Zuqaq al-Blat. Dall’inizio delle operazioni il 2 marzo, il Libano conta oltre novecento vittime e più di un milione di sfollati. La Nato ha intanto annunciato l’invio di un terzo sistema Patriot nel sud della Turchia, dopo che nelle ultime settimane le difese di Incirlik sono state attivate tre volte contro missili iraniani. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha dichiarato che Teheran intende ricorrere ad armamenti finora non impiegati nel conflitto, mentre sul fronte diplomatico sia la Francia di Macron sia l’Italia di Tajani hanno ribadito il rifiuto di partecipare alle operazioni militari, sottolineando che il conflitto non rientra nelle competenze della Nato.