Cronaca. Rimini, scommessa da 300mila euro su partita greca: il Pm chiede condanne per gli imputati

Una vincita sospetta da 300mila euro su un’oscura partita di serie B greca e un giro anomalo di scommesse tra Rimini e Riccione. E’ quanto emerso ieri in aula durante la requisitoria del pubblico ministero nel processo a carico di quattro scommettitori accusati di frode sportiva e tentata truffa aggravata ai danni dello Stato e delle concessionarie delle scommesse.

La partita sospetta del 2019

Tutto ebbe inizio nella notte tra il 16 e il 17 febbraio 2019, quando i sistemi informatici di due societa che gestivano la raccolta delle puntate, entrambe costituitesi parte civile con l’avvocato Enrico Graziosi, registrarono un volume anomalo di giocate. Ben 240 schedine vincenti erano state emesse da due sale giochi tra Rimini e Riccione e altre 7 a Napoli, tutte puntate sul risultato esatto dell’incontro tra Apollon Larissa e Aiginiakos Fc con una quota di 27 a 1.

Il giorno successivo la partita si concluse effettivamente 3-2, con un rocambolesco ribaltone nel secondo tempo dopo che il primo si era chiuso sullo 0-2. Un risultato che permise agli scommettitori di portarsi a casa il tesoretto da 300mila euro, ma che apparve immediatamente sospetto alle concessionarie che bloccarono i pagamenti e si rivolsero all’avvocato Graziosi. Il legale raccolse gli elementi e presento querela per conto di entrambe le societa.

Le indagini della Finanza

La denuncia fece scattare l’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza con la collaborazione dei Monopoli di Stato e della Figc. Acquisite le registrazioni delle videocamere di sorveglianza delle sale scommesse, vennero identificati i volti degli scommettitori, molti dei quali frequentatori abituali. Nei giorni successivi diversi di loro si presentarono per incassare le vincite, alcuni addirittura accompagnati dai propri avvocati.

Le richieste del pm

Al termine delle indagini quattro persone residenti tra Rimini e Riccione furono rinviate a giudizio: un brindisino di 39 anni difeso dall’avvocato Roberto Brancaleoni, un albanese di 70 anni difeso dall’avvocato Stefano Caroli, un albanese di 44 anni difeso dall’avvocato Pagano e un riminese di 58 anni difeso dall’avvocato Francesco Pisciotti.

Ieri il pubblico ministero ha chiesto per tutti l’assoluzione per il capo d’accusa di frode sportiva, non essendo stato possibile accertare il coinvolgimento diretto degli imputati nell’eventuale combine. Per quanto riguarda l’accusa di tentata truffa aggravata, il pm ha invece chiesto 2 anni e 9 mesi per il 39enne brindisino, 2 anni e 3 mesi per il 70enne albanese, 2 anni per il 44enne albanese e l’assoluzione per il 58enne riminese.

La sentenza e attesa per il 9 giugno.