Partiamo da un caso concreto, per capire di cosa stiamo parlando.
Immaginate di essere coinvolti in una controversia con un’azienda sammarinese. I vostri dati personali sono stati trattati in modo scorretto, magari ceduti a terzi senza consenso, magari usati per scopi che non avevate autorizzato. Presentate un esposto al Garante per la privacy. Il Garante che vi giudica è una persona che fino a pochi anni prima sedeva in Consiglio Grande e Generale nelle file del partito che esprime la coalizione di governo. È stato candidato con Repubblica Futura e non è riuscito a farsi eleggere probabilmente perché voleva tassare gli immobili.
È stato Segretario di Stato.
Vi sentireste tutelati?
Chi è Andrea Zafferani
Andrea Zafferani ha ricoperto la carica di Segretario di Stato con deleghe a Industria, Artigianato, Commercio, Lavoro e Telecomunicazioni dal 2017 al 2019, quota Repubblica Futura.
Non è un nome qualsiasi nel panorama politico sammarinese.
Durante il suo mandato ha lasciato tracce precise: su tutte, l’accordo con il colosso cinese ZTE per lo sviluppo delle telecomunicazioni. Milioni di euro impegnati, risultati concreti pari a zero. La vicenda è finita in tribunale. Lui non è stato coinvolto nel procedimento.
Poi la mancata rielezione. Poi, e qui comincia la parte interessante, la macchina degli incarichi istituzionali.
Il 4 novembre 2024, a pochi mesi dall’uscita dal Consiglio, arriva la nomina alla Commissione di Controllo della Finanza Pubblica (e post su Facebook) Compenso incluso. Nel frattempo mantiene il posto in Banca Centrale. E ora, secondo quanto circola nei corridoi di Palazzo, sarebbe pronto un ulteriore approdo: l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
Sempre in quota Repubblica Futura.
Cos’è un Garante per la privacy e perché l’indipendenza non è un dettaglio.
Il Garante per la protezione dei dati personali è un’autorità amministrativa indipendente. Controlla che aziende, enti pubblici e privati trattino i dati dei cittadini nel rispetto della legge. Può comminare sanzioni anche molto pesanti, e lo fa, come sa bene Meta, multata per centinaia di milioni di euro, o TikTok, sanzionata per le modalità di raccolta dati sui minori dal Garante Privacy sammarinese.
Perché funzioni, questa autorità deve essere impermeabile alla politica.
Un Garante che ha la tessera di un partito e che risponde, anche solo indirettamente, anche solo per riconoscenza, a un partito, non è un Garante. È un supervisore di parte.
Il Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati, il GDPR, all’articolo 52 è esplicito: le autorità di controllo devono agire in piena indipendenza, senza sollecitare né accettare istruzioni da alcuno. Non è una raccomandazione etica.
È un requisito giuridico vincolante.
Il problema non è Zafferani. È il metodo.
Detto con chiarezza: non è in discussione la persona. È in discussione il sistema che produce questo tipo di nomine.
Funziona così: si perde il seggio elettorale, si resta nel circuito istituzionale attraverso poltrone di nomina. Si accumulano incarichi Commissione di controllo, Garante e via via che sommati garantiscono una presenza continuativa e redditizia nelle istituzioni, indipendentemente dal voto dei cittadini.
C’è un’aggravante. San Marino sta concludendo il percorso di associazione all’Unione Europea, Beccari permettendo. Uno degli ambiti in cui l’UE non scende a compromessi è esattamente questo: l’indipendenza delle autorità di controllo sui dati personali.
La Commissione europea ha già aperto procedure contro Stati membri, Polonia, Ungheria, per aver compromesso l’autonomia delle proprie istituzioni di garanzia.
Nominare al vertice del Garante sammarinese un ex Segretario di Stato di partito ed aderente ad un partito politico non è un problema interno ma diventa un segnale che l’Europa legge, valuta e, se necessario, contesta.
Andrea Zafferani potrà essere molte cose. Non può essere il Garante per la privacy di San Marino. Non perché sia inadeguato come persona, ma perché chiunque arrivi a quella carica con un passato politico partitico recente e attivo non ha i requisiti di indipendenza che la funzione richiede.
Se la nomina andrà avanti, la domanda non sarà più solo su di lui. Sarà su tutti quelli che, potendo opporsi, avranno scelto il silenzio.????????
Marco Severini – direttore GiornaleSM











