L’European Network on Independent Living (ENIL) ha pubblicato un documento di posizione sul suicidio assistito, portando nel dibattito europeo la prospettiva delle persone con disabilita. In una nota diffusa oggi, 19 marzo 2026, dall’associazione Attiva-Mente San Marino, viene rilanciato l’allarme sul rischio che la scelta del fine vita diventi una conseguenza della mancanza di servizi e non una reale espressione di liberta.
Il Position Paper di ENIL sottolinea come, in gran parte d’Europa, la Vita Indipendente non sia ancora una realta garantita. In un contesto segnato da assistenza inadeguata, isolamento e mancanza di soluzioni abitative accessibili, la scelta di ricorrere al suicidio assistito diventa problematica. Secondo il documento, una decisione puo dirsi davvero libera solo quando esistono alternative reali e dignitose alla sofferenza e all’emarginazione.
Dalla consultazione condotta dall’organismo europeo e emerso che circa il 59% dei partecipanti si e espresso in modo contrario, totale o parziale, al suicidio assistito. “Il timore e che, nelle condizioni attuali, questo strumento possa trasformarsi in una risposta a fallimenti sistemici, piuttosto che a bisogni individuali”, ha reso noto Attiva-Mente citando il rapporto. Il documento evidenzia inoltre il peso dell’abilismo, che porta a percepire la vita con disabilita come meno dignitosa.
Attiva-Mente San Marino, pur ribadendo l’importanza di una legge moderna sul fine vita nella Repubblica, spinge per una riflessione profonda sulle garanzie sociali. “Riteniamo imprescindibile non perdere mai di vista il contesto in cui queste scelte maturano. Non puo esserci autodeterminazione dove mancano alternative”, ha dichiarato l’associazione sammarinese nel comunicato.
La posizione finale di ENIL, sposata da Attiva-Mente, e netta: prima di aprire a queste pratiche, e necessario garantire il diritto alla Vita Indipendente, all’assistenza personale e alla partecipazione sociale. “Prima di discutere fino in fondo del diritto a morire, dobbiamo avere il coraggio politico e civile di garantire davvero il diritto a vivere”, conclude la nota dell’associazione, sottolineando che la liberta di scelta non deve essere il riflesso di una mancanza di diritti.












