Si è concluso ieri presso il tribunale di Ravenna il processo a carico di un cittadino bengalese di 26 anni, accusato di violenza sessuale nei confronti di un’amica minorenne. Il giudice per l’udienza preliminare, Andrea Galanti, ha inflitto all’uomo una pena di un anno e quattro mesi di reclusione, disponendo la sospensione condizionale della stessa. La vicenda trae origine da una denuncia presentata nel settembre del 2024 per un episodio avvenuto nei pressi dello scalo ferroviario cittadino.
La dinamica dell’approccio in stazione
I fatti risalgono a un pomeriggio in cui la vittima, appena quindicenne, si trovava in uno stato di forte fragilità emotiva a causa di una delusione amorosa. L’imputato, approfittando del momento di sconforto della giovane che conosceva già, si sarebbe avvicinato con il pretesto di consolarla. Quello che doveva essere un gesto di supporto si è però trasformato in una serie di contatti fisici non richiesti, inclusi baci e palpeggiamenti.
Dalle ricostruzioni effettuate tramite i filmati delle telecamere di sicurezza, gli agenti della Polizia Locale hanno accertato che i due si erano inizialmente spostati verso un fast food della zona. Nonostante la presenza di alcune amiche della minore, l’uomo avrebbe continuato a tenere atteggiamenti molesti anche all’interno del locale e successivamente in via Diaz. Le testimoni hanno riferito di aver tentato inutilmente di allontanare il 26enne, arrivando infine a contattare i genitori della ragazza per chiedere aiuto.
La sentenza e i risarcimenti
La giornata si era conclusa con un teso confronto in piazza Farini tra l’imputato e i familiari della quindicenne, situazione che aveva richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine per sedare gli animi. Durante l’udienza con rito abbreviato, il pubblico ministero Stefano Stargiotti aveva sollecitato una condanna a due anni. Il giudice ha tuttavia riconosciuto le attenuanti generiche e la minore gravità del fatto come elementi prevalenti rispetto all’aggravante della minore età della parte offesa.
La giovane vittima, assistita dal proprio legale, ha scelto di non costituirsi parte civile nel procedimento. La decisione è giunta in seguito all’accettazione di un risarcimento economico che l’imputato ha provveduto a versare prima della definizione del giudizio.
Precedenti e sanzioni accessorie
Oltre alla condanna per violenza sessuale, il giovane bengalese dovrà scontare tre mesi di reclusione per aver violato il divieto di accesso all’area della stazione ferroviaria. Il profilo dell’uomo non era nuovo alle cronache locali: l’anno precedente era stato infatti arrestato con l’accusa di stalking ai danni di una dipendente di un supermercato. In quel caso, le molestie erano state interpretate come una forma di ritorsione dopo che la cassiera lo aveva segnalato per presunti furti e disturbo ai clienti all’interno dell’esercizio commerciale.












