Cronaca. Rimini, maltrattamenti in famiglia: chiesti 3 anni e 6 mesi per una donna

Una cinquantenne riminese rischia una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per aver aggredito e minacciato ripetutamente il marito, spesso davanti alla figlia minore. La richiesta è stata formulata oggi dal pubblico ministero Davide Ercolani davanti al Tribunale collegiale, al termine della requisitoria per il reato di maltrattamenti in famiglia aggravati.

Durante l’udienza svoltasi ieri, l’imputata ha respinto ogni accusa mossa nei suoi confronti, negando in particolare di aver mai abusato di sostanze alcoliche. Assistita dal proprio legale, la donna ha ammesso soltanto un singolo episodio di percosse, descrivendolo come uno schiaffo isolato scaturito dall’esasperazione per il comportamento del coniuge, sottolineando al contempo di aver sempre mantenuto un rapporto sereno con la figlia.

La ricostruzione della Procura delinea tuttavia uno scenario molto diverso, collocando le violenze tra il 2020 e il 2021. Secondo le indagini, i conflitti sarebbero iniziati diversi anni prima a causa dello stato di alterazione della donna, culminando in una serie di aggressioni fisiche, ingiurie e lanci di oggetti che si sarebbero intensificati drasticamente durante il periodo del lockdown.

In un’occasione specifica, l’uomo sarebbe stato costretto a barricarsi in camera con la bambina per sfuggire alla furia della moglie, richiedendo l’intervento d’urgenza della polizia. Oltre alle percosse, agli atti risultano pesanti minacce di morte che la donna avrebbe rivolto al compagno. In un altro episodio risalente al gennaio 2021, la cinquantenne avrebbe colpito l’ex partner con calci e pugni mentre quest’ultimo cercava di prelevare la figlia per portarla con sé.

Il quadro accusatorio comprende anche la gestione delle finanze familiari e le condizioni dell’abitazione. L’uomo ha riferito di aver trovato il proprio conto corrente quasi svuotato a causa delle spese sostenute dalla moglie. Durante i sopralluoghi, le forze dell’ordine avrebbero inoltre riscontrato una situazione igienica precaria all’interno delle mura domestiche. La sentenza definitiva del Tribunale è attesa per il prossimo autunno.