Cronaca. Ravenna, inchiesta alluvioni: la Regione paga la difesa dei dieci tecnici

L’amministrazione dell’Emilia-Romagna ha ufficializzato il sostegno economico per i dieci tra dirigenti e dipendenti coinvolti nell’indagine della Procura di Ravenna sui disastri meteorologici del 2023 e 2024. La Giunta regionale ha recentemente approvato una serie di delibere specifiche per garantire la copertura delle spese legali a favore dei tecnici indagati a vario titolo per disastro colposo e pericolo pubblico.

L’operazione finanziaria prevede uno stanziamento speculare per ogni posizione individuale. Per ciascuno dei dieci professionisti coinvolti, l’ente ha accettato preventivi legali pari a 13.680,79 euro lordi. Tra i destinatari del provvedimento figurano responsabili apicali della Protezione Civile, della Direzione cura del territorio e del Servizio difesa del suolo, oltre a figure che hanno coordinato i cantieri lungo il corso del fiume Lamone.

Le accuse della Procura e i nodi critici dell’indagine

Il fascicolo d’inchiesta, gestito dal procuratore capo Daniele Barberini e dal sostituto Francesco Coco, si concentra in particolare sui cedimenti arginali che hanno causato le devastanti inondazioni nelle frazioni di Traversara e Boncellino. Basandosi sulle perizie effettuate da docenti del Politecnico di Milano, la magistratura ipotizza che le catastrofi non fossero eventi del tutto imprevedibili.

Agli indagati vengono contestate presunte negligenze nella conduzione dei lavori sia prima che dopo le ondate di maltempo. Sotto la lente degli inquirenti è finita anche la presunta mancata attuazione di piani di sicurezza territoriale risalenti a oltre due decenni fa. Secondo l’accusa, la gestione degli interventi non avrebbe eliminato il rischio idrogeologico, che rimarrebbe tuttora una minaccia concreta per le popolazioni dell’area ravennate.

La posizione di viale Aldo Moro

La Regione ha motivato la decisione di farsi carico delle parcelle legali sottolineando il legame diretto tra le contestazioni e le funzioni di servizio svolte dai dipendenti. Il presidente Michele de Pascale ha confermato la piena fiducia nell’operato dei tecnici, definendo le loro competenze di altissimo profilo e difendendo la validità degli interventi strutturali eseguiti sul territorio.

Oltre al supporto istituzionale, viale Aldo Moro agisce per tutelare la propria stabilità economica. Nelle delibere si evidenzia infatti come l’ente abbia un interesse diretto a dimostrare l’estraneità dei dipendenti dai fatti contestati, poiché un’eventuale sentenza di colpevolezza potrebbe esporre la Regione a massicce richieste di risarcimento danni in sede civile.

In questo scenario, resta aperta la possibilità che il Governo o altre istituzioni si costituiscano parte civile nel futuro processo, trasformando la vicenda giudiziaria in un nuovo terreno di scontro tra Bologna e Roma. Rimangono invece esclusi dal beneficio della copertura pubblica i titolari della ditta privata che ha eseguito i lavori a Traversara, anch’essi indagati, che dovranno provvedere autonomamente alla propria difesa.