Cronaca. Aggressione choc a Riccione: tenta di accoltellare un Carabiniere dopo una lite in famiglia

Un normale intervento per sedare un dissidio domestico ha rischiato di trasformarsi in tragedia a Riccione, dove un uomo di 54 anni è stato arrestato con le pesanti accuse di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio, avvenuto nelle scorse ore, ha visto i militari dell’Arma impegnati in una situazione di altissima tensione, culminata in un corpo a corpo serrato all’interno di un’abitazione privata. L’indagato, un residente del posto, si trova ora in custodia cautelare in carcere dopo la convalida del provvedimento da parte del Giudice del Tribunale di Rimini.

Tutto è iniziato con una chiamata al 112 che segnalava una violenta lite familiare. In un primo momento, l’intervento dei Carabinieri sembrava aver riportato la calma, ma poco dopo è stato necessario un secondo invio della pattuglia a causa di una nuova richiesta d’aiuto. Al loro ritorno, i militari si sono trovati di fronte il 54enne in uno stato di profonda alterazione psico-fisica, dovuto con ogni probabilità a un eccessivo consumo di bevande alcoliche. Durante le procedure di identificazione, la situazione è precipitata: l’uomo ha estratto improvvisamente un coltello da cucina e si è scagliato con violenza contro uno degli operanti, cercando di colpirlo con fendenti diretti a organi vitali.

Solo la reattività e la preparazione dei Carabinieri hanno evitato il peggio. Nonostante la furia dell’aggressore, che ha continuato a divincolarsi con forza e a lanciare gravi minacce sia verso le forze dell’ordine che nei confronti dei propri familiari presenti, i militari sono riusciti a disarmarlo e a immobilizzarlo dopo una prolungata colluttazione. L’uomo è stato quindi trasferito presso la Casa Circondariale di Rimini su disposizione della Procura della Repubblica locale.

Nella giornata di oggi, venerdì 20 marzo 2026, il Giudice ha sciolto la riserva sulla misura cautelare, confermando la necessità della detenzione in carcere. Secondo quanto stabilito in sede di convalida, la decisione è stata motivata dalla particolare gravità dell’azione, dalle modalità violente messe in atto — aggravate dalla presenza di minori in casa — e dal rischio concreto che l’uomo possa tornare a compiere simili gesti criminosi.