Referendum Giustizia, il No vince nel Riminese: i risultati del voto e il dettaglio dei Comuni

L’esito delle urne nella provincia di Rimini per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia consegna un quadro chiaro: il fronte del “No” ha prevalso, confermando un orientamento contrario alla revisione degli articoli della Carta relativi all’ordinamento giurisdizionale. In una giornata, quella di oggi lunedì 23 marzo 2026, segnata dall’avvio dello spoglio alle ore 15:00 nei 331 seggi del territorio, il dato politico più rilevante è rappresentato dalla vittoria della fazione contraria alla riforma, accompagnata da un significativo ritorno dei cittadini al voto, con un’affluenza in crescita rispetto alle ultime tornate elettorali.

Il quesito sottoposto agli elettori riguardava l’approvazione del testo di legge di revisione costituzionale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025, che mirava a modificare diversi commi degli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110, introducendo tra le altre cose la Corte disciplinare. Analizzando i numeri definitivi, nel capoluogo Rimini il “No” si è imposto con il 54,17%, corrispondente a 39.262 preferenze, lasciando il “Sì” al 45,83% con 33.212 voti. Una tendenza che ha trovato riscontro nell’intero territorio provinciale, dove il rifiuto alla riforma ha toccato il 52,56% (87.445 voti) contro il 47,44% dei favorevoli (78.918 voti). Durante le fasi dello scrutinio, i dati parziali avevano già lasciato presagire questo risultato: dopo l’esame di 244 seggi su 331, il “No” era infatti già attestato sopra il 53%.

La geografia del voto mostra tuttavia una provincia spaccata. Se centri importanti come Cattolica, Misano Adriatico e Santarcangelo di Romagna si sono allineati al capoluogo bocciando la proposta di legge, il fronte del “Sì” è riuscito a conquistare la maggioranza in altre realtà di spicco della riviera e dell’entroterra, come Riccione e Bellaria-Igea Marina. Nonostante queste eccezioni locali, la spinta complessiva della provincia ha premiato la conservazione dell’attuale ordinamento giudiziario, chiudendo una consultazione che ha saputo riaccendere l’interesse dell’elettorato riminese verso i temi della riforma dello Stato.