Cronaca. Omicidio Pierina Paganelli: il giallo di Rimini torna in aula tra messaggi audio e sospetti di riti voodoo

 

Il processo per il brutale omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata uccisa il 3 ottobre 2023 a Rimini, entra in una fase cruciale. Nell’udienza tenutasi oggi, lunedì 23 marzo 2026, l’attenzione della Corte d’Assise si è focalizzata interamente sulla figura di Louis Dassilva, unico imputato per il delitto. Durante il dibattimento, la deposizione di un’investigatrice della Squadra Mobile ha permesso alla Procura di cristallizzare i punti cardine dell’accusa, delineando i presunti movimenti dell’uomo nelle ore in cui la vittima veniva aggredita nel garage del condominio di via del Ciclamino.

Secondo la ricostruzione sostenuta dal pubblico ministero Daniele Paci, Dassilva si sarebbe trovato sul balcone della propria abitazione proprio nel momento in cui la Paganelli faceva rientro a casa. Questa tesi, ritenuta fondamentale per collocare l’imputato sulla scena del crimine, troverebbe conferma non solo nella tempistica degli eventi, ma anche nell’analisi tecnica dei messaggi audio e dei tabulati telefonici. Il quadro indiziario delineato dagli inquirenti si arricchisce inoltre dei dettagli emersi dalle intercettazioni e dalle chat scambiate con Manuela Bianchi, nuora della vittima, con la quale Dassilva intratteneva una relazione sentimentale che, secondo l’accusa, rappresenterebbe il movente del delitto.

Un elemento singolare emerso durante l’udienza riguarda il presunto tentativo dell’imputato di sviare le indagini attraverso pratiche esoteriche. La Procura ha infatti fatto riferimento a presunte richieste che Dassilva avrebbe rivolto ad alcuni conoscenti in Senegal per l’organizzazione di riti voodoo finalizzati ad allontanare da sé i sospetti degli investigatori. Questi dettagli, uniti alla complessa rete di comunicazioni digitali, compongono il mosaico con cui l’accusa tenta di dimostrare la colpevolezza del trentenne.

Il clima in aula si è fatto particolarmente teso nel finale, quando i legali della difesa e la pubblica accusa si sono scontrati duramente su alcune testimonianze. Gli avvocati di Dassilva puntano infatti a scardinare la ricostruzione della Procura, portando all’attenzione della Corte dichiarazioni che metterebbero in discussione l’effettiva presenza dell’imputato sul luogo dell’omicidio. La battaglia legale proseguirà nelle prossime udienze, con l’obiettivo di fare luce definitiva su uno dei casi di cronaca più complessi degli ultimi anni.