La vicenda Coriglioni non è chiusa. Nonostante l’archiviazione lampo del settembre 2025, il fascicolo si è riaperto.
Ieri, il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari è stato sentito dal Commissario della Legge Elisa Beccari in qualità di testimone. Presente all’udienza anche l’avvocato difensore di Augusto Coriglioni: Luca Della Balda, già legale di Daniele Guidi nella stagione giudiziaria più turbolenta della recente storia sammarinese.
Estate 2025. A Doha, sulla porta di casa di Augusto Coriglioni, cittadino italiano, residente in Qatar, titolare di una società sammarinese con sede risultata essere un indirizzo fantasma, campeggia una targa in ottone: “Repubblica di San Marino – Consolato”.
San Marino non ha mai istituito alcun consolato in Qatar.
Le autorità di sicurezza qatarine rimuovono la targa, aprono un fascicolo e trasmettono a San Marino un rapporto ufficiale dettagliato. Nel rapporto si documenta che Coriglioni si era dichiarato cittadino sammarinese, invece è italiano, e aveva depositato davanti alle autorità del Golfo atti firmati dal Segretario di Stato Luca Beccari e da un istituto bancario riconducibile allo Stato.
A San Marino si apre un’inchiesta per usurpazione di titolo. Dura poco. Il Commissario della Legge Elisa Beccari archivia in tempi record con decreto di non luogo a procedere. La Commissione Affari Esteri del Consiglio, riunita il 12 settembre, si dice che non sia stata nemmeno informata dell’archiviazione.
Perché Coriglioni poteva permettersi di agire con tale disinvoltura? La risposta sta in una lettera datata 21 gennaio 2019, firmata dall’allora Segretario di Stato agli Esteri Nicola Renzi. Con quell’atto, Renzi conferiva a Coriglioni una delega speciale per curare i rapporti economico-finanziari tra San Marino e Qatar, qualificandolo come advisor personale. Nessun atto formale collegiale, nessun contratto pubblico, nessuna revoca ufficiale alla scadenza del mandato di Renzi nell’ottobre 2019. Quella lettera è sopravvissuta al governo che l’aveva prodotta e ha funzionato come lasciapassare per anni.
Oggi, Nicola Renzi è capogruppo di Repubblica Futura – lo stesso partito che ha presentato l’interpellanza parlamentare chiedendo spiegazioni al segretario Beccari. È una delle molte ironie di questa vicenda: chi chiede conto è lo stesso che ha firmato il pezzo di carta che ha reso tutto possibile.
Il caso Coriglioni non è solo una questione di targhe abusive. Dietro c’è una rete finanziaria con connessioni profonde. Coriglioni risulta aver collaborato con lo sceicco Abdulla Eid M. T. Al-Thani, fondatore di SBS, società qatarina attiva nel fintech e nei sistemi di pagamento elettronici, con legami dichiarati a istituti sammarinesi.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito un’organizzazione benefica riconducibile a questo sceicco in rapporti che la collegano a finanziamenti al terrorismo internazionale.
Nessuno a San Marino ha mai ritenuto utile approfondire questo dettaglio pubblicamente.
La vicenda è tornata formalmente in sede giudiziaria con la riapertura del fascicolo.
Il Segretario di Stato Luca Beccari è comparso davanti al Commissario della Legge Elisa Beccari, che in precedenza aveva archiviato il procedimento, nella qualità di testimone.
A rappresentare Coriglioni era presente l’avvocato Luca Della Balda, figura già nota alle cronache giudiziarie sammarinesi per aver difeso Daniele Guidi.
Le domande che si aprono sono immediate. Cosa è emerso da quell’audizione? Su iniziativa di chi è stato riaperto o ampliato il fascicolo? Esiste una lettera firmata da Luca Beccari consegnata alle autorità qatarine a favore di Coriglioni, e se sì, di quale tenore? Il Commissario che archiviò il caso sta ora istruendo un procedimento diverso, o è lo stesso su cui aveva già decretato il non luogo a procedere?
Resta aperta un’altra questione di non secondaria importanza: Nicola Renzi è stato sentito? Ha già deposto come testimone e persona informata sui fatti? La sua posizione è quella di chi ha azionato la macchina nel 2019.
Tutto questo accade mentre San Marino è impegnata nella fase finale dei negoziati per l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Beccari stesso, a dicembre 2025, ha indicato il 2026 come l’anno della firma e dei primi effetti concreti. È il momento in cui il Titano deve presentarsi al tavolo europeo come sistema istituzionale affidabile, trasparente, con una giustizia indipendente e funzionante.
Un fascicolo in cui il Segretario di Stato agli Esteri è testimone davanti al Commissario Elisa Beccari, in un caso già archiviato una volta e ora evidentemente non del tutto chiuso, non è il biglietto da visita più indicato per quell’appuntamento.
Marco Severini – direttore GiornaleSM











