Guerra USA-Iran. Washington punta sull’attuale presidente del Parlamento Ghalibaf come nuovo leader

L’amministrazione guidata da Donald Trump sta studiando le prossime mosse politiche per il Medio Oriente e avrebbe individuato un potenziale interlocutore per il futuro di Teheran. Si tratta del politico iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, attuale presidente del Parlamento, che Washington starebbe valutando con estrema discrezione come possibile partner o addirittura futuro leader del Paese asiatico al termine dell’attuale conflitto.

Un profilo pragmatico nonostante i trascorsi

La figura del sessantaquattrenne presenta diverse sfaccettature. Nel recente passato ha più volte rivolto minacce esplicite agli Stati Uniti e alle nazioni alleate promettendo ritorsioni armate. Nonostante questi precedenti turbolenti, una fazione interna alla Casa Bianca lo ritiene un elemento pragmatico, dotato delle capacità necessarie per guidare le istituzioni iraniane e gestire i futuri tavoli di pace nella fase successiva alla guerra. Gli apparati governativi statunitensi hanno comunque fatto trapelare che il percorso di selezione richiede massima prudenza e che, allo stato attuale, non è stata formalizzata alcuna decisione definitiva in merito al suo appoggio.

Le mosse diplomatiche della Casa Bianca

Questa manovra politica si inserisce nel complesso quadro diplomatico delineato proprio oggi. Nelle scorse ore il presidente americano aveva parlato di intese ormai raggiunte su quasi tutti i fronti con la controparte asiatica, ipotizzando una rapida fine delle ostilità. Una visione che ha richiesto una parziale frenata da parte dello staff presidenziale, il quale ha descritto le trattative come ancora in divenire, invitando a non considerare certe le indiscrezioni giornalistiche su imminenti vertici bilaterali fino a comunicazioni ufficiali.

La guerra prosegue sul campo

Mentre la diplomazia statunitense progetta i futuri assetti di potere a Teheran, sul campo la situazione rimane incandescente. Solo la scorsa notte si sono registrati nuovi lanci di missili balistici da parte delle forze iraniane verso Tel Aviv, a cui l’esercito israeliano ha risposto colpendo infrastrutture strategiche nell’ovest dell’Iran e bombardando i sobborghi di Beirut. Un’escalation militare che vede coinvolte attivamente anche le truppe americane, protagoniste proprio nelle ultime ore di raid mirati in territorio iracheno contro le milizie locali vicine al governo di Teheran.