LA PISCINA IN CENTRO CHIUDERÀ IL 31 MARZO, UN PASSO INDIETRO PER RIMINI

Rimini, 24 marzo 2026 – A due mesi dalla presentazione delle proposte, si è svolto in Provincia l’incontro richiesto dal comitato, che rappresenta 1300 cittadini, sul futuro della piscina comunale in centro città.
Erano presenti il funzionario provinciale in rappresentanza della proprietà, gli assessori comunali Lari e Morolli con i dirigenti di settore, oltre al rappresentante della società Buonconvento, che da mesi – prima a parole e poi nero su bianco – ha proposto di farsi carico degli interventi necessari per mantenere aperta la piscina. A questo proposito, è stato precisato che, per essere eventualmente valutata, è necessaria la presentazione di un progetto formalizzato.
La comunicazione centrale è stata chiara: la piscina chiuderà il 31 marzo.
È stato inoltre indicato che l’area manterrà una destinazione sportiva, elemento certamente positivo, ma rimasto privo di contenuti concreti nel corso dell’incontro.
Abbiamo ascoltato una lunga esposizione da parte dei funzionari sugli aspetti tecnici: riqualificazione, sostenibilità economica, tempi burocratici e necessità di un bando pubblico. Da quanto emerso, appare evidente l’orientamento a procedere con la chiusura dell’impianto di proprietà della Provincia. Se volessimo sintetizzare al massimo l’esito dell’incontro, potremmo fermarci qui.
Non c’è stato alcun reale confronto – o “condivisione”, come oggi si usa dire – sui contenuti e sui numeri del dossier presentato.
Nel tempo, le scelte sulla collocazione e sul ruolo degli impianti sono cambiate: inizialmente si parlava di una piscina baricentrica, individuando via della Fiera, poi di via Aldo Moro, fino all’imminente apertura dell’impianto di Viserba. Una nuova struttura è certamente un valore per Rimini, ma rappresenta anche un evidente cambio di indirizzo.
Sembra essere cambiata anche la posizione del Sindaco, che a suo tempo aveva subordinato il mantenimento dell’attuale piscina alla non interferenza con il nuovo impianto e alla sostenibilità economica della gestione.
Durante l’incontro abbiamo avuto la sensazione che, più che rinviare il confronto, si sia scelto di toglierlo dal campo.
Riteniamo che, sul piano territoriale, la presunta “concorrenza” tra i due impianti non sia credibile. Lo dimostra la realtà delle città circostanti, tutte meglio attrezzate sul piano natatorio, e lo conferma la tempestiva offerta di corsi da parte di realtà vicine, come Riccione, che intercetteranno inevitabilmente una parte dell’utenza riminese.
Il Comune ha dichiarato di non disporre delle risorse necessarie per contribuire al mantenimento dell’impianto attuale, posizione ribadita anche dalla Provincia, di cui prendiamo atto.
Va però ricordato che un soggetto privato si è detto disponibile a sostenere la gestione a proprie spese, evitando costi per la collettività e garantendo la tutela dei 10 lavoratori che hanno già ricevuto la lettera di licenziamento.
Aprire a Viserba e chiudere in centro, bisogna dirlo con chiarezza, rappresenta un passo indietro nella dotazione dei servizi cittadini, già penalizzati dal fatto che Rimini sia l’unico capoluogo di provincia a non disporre di una vasca da 50 metri.
Resta inoltre poco chiaro quale sia il futuro dell’attuale struttura: ad oggi non esiste un progetto definito, né una stima trasparente dei costi e delle risorse necessarie. Sono invece ben evidenti le conseguenze.
È vero che l’impianto presenta criticità, in particolare sotto il profilo energetico. Ma proprio per questo, una riqualificazione – anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato – potrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare l’efficienza e contenere i costi, in un contesto in cui lo sport è sempre più riconosciuto come investimento per la salute pubblica.
Alla luce di questi elementi, la chiusura della piscina appare una decisione difficile da comprendere, che solleva più di una perplessità rispetto all’interesse pubblico. Chiudere un impianto centrale senza un progetto definito, senza chiarezza su costi e risorse, non è solo una scelta tecnica: è una decisione che incide sul futuro della città.
A sintetizzare meglio di ogni parola quanto sta accadendo è il messaggio lasciato da un bambino, appeso alle vetrate della piscina: “Non buttate la piscina”.
Comitato per la Tutela della Vecchia Piscina Comunale di Rimini
(in rappresentanza dei 1.300 firmatari)
Riferimento: Pierpaolo Dellarosa – [email protected]<mailto:[email protected]> – 329.1946621
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