San Marino, in Commissione bocciato il progetto di Rete su ammanchi contributivi e ritirato quello su acqua ed energia

Doppia discussione ieri pomeriggio in IV Commissione consiliare, dove sono finiti all’esame due progetti di legge presentati dal gruppo Rete. Il primo, dedicato alla trasparenza dei versamenti contributivi e al contrasto dei fenomeni distorsivi dell’economia, e’ stato respinto con 3 voti favorevoli e 7 contrari. Il secondo, incentrato sul diritto all’acqua e all’energia, e’ stato ritirato dallo stesso proponente dopo la bocciatura del primo articolo. Su entrambi i testi, pero’, il confronto ha fatto emergere convergenze trasversali sui temi di fondo.

Ammanchi contributivi: il nodo dei 4,7 milioni di debiti

Ad aprire il dibattito e’ stato il consigliere Emanuele Santi, che ha illustrato il progetto articolato in dieci articoli: piattaforma ISS per consentire ai lavoratori di verificare i contributi versati, sanzioni piu’ severe per le aziende inadempienti, strumenti per il recupero crediti anche all’estero e nuove regole per il commercio elettronico e le pratiche ingannevoli. “Non pretendiamo che il nostro progetto venga approvato integralmente, ma che sia di spunto per provvedimenti futuri”, ha dichiarato Santi.

Il Segretario di Stato per il Lavoro, Stefano Canti, ha riconosciuto la rilevanza dei temi ma ha evidenziato come il governo sia gia’ intervenuto con norme analoghe nel 2025. “Sono stati approvati due articoli in provvedimenti legislativi differenti che hanno la stessa finalita’ delle prime norme di questa proposta”, ha spiegato, citando la revoca della licenza per mancati versamenti e l’obbligo di comunicazione ai lavoratori dopo tre mensilita’ non versate. Canti ha poi fornito dati aggiornati sugli ammanchi: “Abbiamo 2.074 soggetti in debito con il primo pilastro per circa 4,7 milioni di euro”, una situazione critica concentrata soprattutto tra i non residenti.

Sulla stessa linea il Segretario di Stato per l’Industria, Rossano Fabbri, che ha chiesto il respingimento soffermandosi sul settore auto: “Riteniamo di aver gia’ introdotto misure adeguate; oggi il settore e’ altamente monitorato e i fenomeni distorsivi stanno rallentando”. Fabbri ha anche respinto l’idea di estendere ai soci la responsabilita’ del “soggetto inidoneo”: “Si rischia di confondere la qualifica di socio con quella di chi amministra o gestisce”.

Riconoscimenti trasversali ma tempi sotto accusa

Dai banchi della maggioranza, Guerrino Zanotti di Libera ha sottolineato come il progetto “abbia focalizzato l’attenzione su temi importanti che possono creare problemi distorsivi al sistema economico”, condividendo pero’ la scelta di respingerlo perche’ “si e’ gia’ intervenuti in linea con queste richieste”. Zanotti ha anche lanciato l’allarme sui dati della gestione separata, evidenziando che tra i non residenti circa 500 soggetti non versano al primo pilastro ma pagano il Fondiss, facendo “un calcolo scientifico”.

Matteo Casali di Repubblica Futura ha espresso apprezzamento ma con una critica netta sui tempi: “Questo progetto e’ in parte superato dagli eventi, e dico per fortuna, ma anche purtroppo perche’ certi problemi potevano essere affrontati prima”. Casali ha sollecitato chiarimenti sulla reale normalizzazione del mercato auto.

Gaetano Troina di Domani – Motus Liberi ha richiamato l’attenzione sulle societa’ in liquidazione “ferme da decenni” e sulla mancanza di dialogo tra Esattoria e Ufficio Attivita’ Economiche, proponendo l’introduzione di registri elettronici con alert automatici per monitorare i piani di rientro.

Santi, in replica, ha presentato i dati raccolti dal 2023 al 2026: “Nel 2023 i soggetti obbligati erano 1.978 per 4,3 milioni; a marzo 2026 sono diventati 2.074 per oltre 4,6 milioni. Negli ultimi tre anni abbiamo avuto costantemente piu’ di 2.000 soggetti non residenti che non hanno pagato”. Ha inoltre denunciato che “spesso Banca Centrale oppone il segreto d’ufficio” alle richieste di informazioni sui contributi da parte dei lavoratori, depositando un emendamento in tal senso, anch’esso respinto. Tutti gli articoli del progetto sono stati bocciati.

Acqua ed energia: progetto ritirato, approvato un ordine del giorno

Nel prosieguo dei lavori, la Commissione ha esaminato il secondo progetto di Rete, “Per il diritto all’acqua e all’energia”. Santi ha richiamato il contesto internazionale segnato da crisi climatiche e tensioni geopolitiche: “Siamo totalmente dipendenti dall’esterno per acqua, luce, gas e carburante e questo ci espone a rischi enormi”. La proposta prevedeva investimenti su un bacino idrico e la creazione di una societa’ pubblica, la SPES, aperta a partecipazione privata fino al 49%, per la produzione energetica da rivendere all’AASS.

Il Segretario di Stato Alessandro Bevitori ha riconosciuto il valore del dibattito ma ha espresso parere contrario: “Il progetto presenta diverse criticita’ tecniche che lo rendono non accoglibile”. In particolare ha sottolineato i limiti infrastrutturali alla piena elettrificazione e l’impossibilita’ di realizzare impianti fotovoltaici a terra nel territorio sammarinese, ribadendo la strategia del governo basata su investimenti interni ed esterni e sul rafforzamento dell’AASS.

Casali ha criticato l’assenza di una visione complessiva: “Non si vedono strategie ne’ nel breve ne’ nel lungo periodo”, mentre Troina ha lanciato l’allarme sociale: “Se i prezzi dovessero esplodere, avremmo seri problemi per le famiglie”. Vladimiro Selva di Libera e Gian Carlo Venturini del Pdcs hanno condiviso i principi del diritto all’acqua e all’energia ma espresso dubbi sugli strumenti proposti, ribadendo il ruolo centrale dell’AASS.

Dopo la bocciatura del primo articolo, Santi ha ritirato l’intero progetto: “La dipendenza totale dall’esterno non e’ piu’ sostenibile, serve un confronto serio”.

Ordine del giorno approvato tra le polemiche

La Commissione ha infine approvato con 9 voti favorevoli e 3 contrari un ordine del giorno della maggioranza che impegna il governo a rafforzare le politiche su acqua ed energia. Il testo chiede all’AASS di proseguire il percorso verso una maggiore autonomia energetica attraverso la transizione ecologica e di riferire entro l’anno in Commissione sulle prospettive di riduzione delle fonti fossili. Previsti anche interventi educativi come il progetto “Acqua viva” nelle scuole e la redazione del piano di gestione delle acque, atteso da anni.

Le opposizioni hanno votato contro. Casali ha definito l’atto “una modalita’ ormai stancante che evita un vero confronto sulle strategie”, aggiungendo: “Non vi abbiamo dato la fiducia allora e non ve la votiamo certo ora a pezzi nelle commissioni”.

I lavori della Commissione si sono conclusi intorno alle 19.