Si chiude con una pesante condanna per responsabilità medica una lunga odissea giudiziaria iniziata oltre dieci anni fa a Forlì. Il Tribunale cittadino ha stabilito oggi un risarcimento di oltre 110mila euro a favore di un paziente che aveva subito danni permanenti a seguito di un intervento di protesi all’anca sinistra mal riuscito.
La vicenda affonda le radici nel novembre 2014, quando l’uomo venne ricoverato per sottoporsi all’operazione chirurgica. Il decorso post-operatorio, tuttavia, si trasformò presto in un calvario: anziché recuperare la mobilità, il paziente andò incontro a serie complicazioni e a un evidente peggioramento delle proprie condizioni fisiche. Di fronte all’impossibilità di risolvere la questione in via bonaria, l’uomo decise di adire le vie legali.
Il percorso in aula è stato complesso e articolato. Dopo un iniziale accertamento tecnico preventivo che non ha portato alla conciliazione, si è aperto il processo civile vero e proprio. Decisiva per l’esito della causa è stata la consulenza tecnica d’ufficio: i periti hanno confermato il nesso causale tra la condotta dei sanitari e le limitazioni funzionali lamentate dal paziente. Né il chirurgo né la struttura sono riusciti a dimostrare l’assenza di colpa o l’imprevedibilità dell’evento.
La sentenza ha riconosciuto la responsabilità solidale del medico ortopedico e della clinica, condannandoli al pagamento di 110.658 euro. La somma comprende il ristoro per i danni patrimoniali e non patrimoniali, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi maturati nel tempo. Il giudice ha inoltre accolto la richiesta di manleva, stabilendo che sarà la compagnia assicurativa a dover coprire economicamente l’importo del risarcimento e le spese legali, in base alle quote di responsabilità accertate.










