La tensione tra Stati Uniti e Iran resta altissima. Oggi Teheran ha smentito categoricamente l’esistenza di negoziati con Washington, mentre un portavoce militare iraniano ha deriso i proclami americani affermando che gli Usa starebbero negoziando con sé stessi.
Secondo indiscrezioni trapelate dalla Casa Bianca, l’amministrazione Trump avrebbe inviato a Teheran un piano in 15 punti attraverso la mediazione del Pakistan. La proposta includerebbe lo smantellamento delle capacità nucleari iraniane, la riapertura dello Stretto di Hormuz, limitazioni al programma missilistico e la revoca delle sanzioni. Gli ayatollah avrebbero però rispedito il piano al mittente, avanzando contro-richieste giudicate assurde dai funzionari americani: tra queste, la chiusura di tutte le basi Usa nel Golfo, risarcimenti per gli attacchi subiti e garanzie sulla fine del conflitto.
Nel frattempo Teheran ha annunciato la riapertura parziale dello Stretto di Hormuz, ma solo per le navi considerate non ostili e dietro pagamento di una tassa di due milioni di dollari a imbarcazione.
Golfo diviso tra mediazione e linea dura
I Paesi della regione si muovono su fronti opposti. Turchia, Egitto e Pakistan premono per far sedere le parti a un tavolo negoziale entro 48 ore. Al contrario, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti spingono affinché Washington prosegua l’offensiva militare fino a neutralizzare definitivamente la minaccia iraniana.
La Casa Bianca mantiene una posizione ambivalente: da un lato lascia aperto uno spiraglio diplomatico, dall’altro ha disposto l’invio di 3.200 soldati della 82ª Divisione aviotrasportata in Medio Oriente. Secondo alcune fonti, Trump avrebbe già individuato in Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, il possibile successore della Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Allarme energia: l’Europa rischia carenze di carburante
Le conseguenze economiche della crisi si fanno sentire sui mercati globali. Il prezzo del Brent è risalito a 102,84 dollari al barile, recuperando parte del crollo del 10% registrato ieri dopo le dichiarazioni ottimistiche di Trump. L’amministratore delegato di Shell, Wael Sawan, ha avvertito che l’Europa potrebbe affrontare una crisi di carburante già dal mese prossimo, con rincari significativi su benzina e diesel in vista dell’estate.
La presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato oggi che l’istituto è pronto a intervenire qualora la crisi energetica dovesse assumere dimensioni maggiori e persistenti.
Attacco al Kuwait
Nelle stesse ore, un attacco con droni iraniani ha colpito un serbatoio di carburante nell’aeroporto del Kuwait, provocando un incendio. L’episodio è stato confermato dall’autorità per l’aviazione civile del Paese.












