Nuovo capitolo dello scontro in Consiglio comunale a Rimini sui distributori automatici di bevande e alimenti. Al centro della polemica il punto vendita di Borgo Marina, che secondo l’opposizione sarebbe diventato un punto di ritrovo legato a episodi di spaccio e degrado.
Il consigliere di Fratelli d’Italia Gioenzo Renzi ha attaccato oggi l’amministrazione per il cambio di rotta sulle ordinanze. Inizialmente era stato disposto il divieto di vendita senza la presenza fisica di un responsabile per sei mesi, ma la misura è stata poi sostituita con un provvedimento mensile che impone la sola chiusura notturna dalle 23 alle 5. Secondo Renzi, la scelta sarebbe dettata dai costi che il titolare avrebbe dovuto sostenere per garantire la presenza di un addetto, subordinando così l’interesse pubblico al profitto privato.
Il consigliere ha citato il precedente dell’ex sindaco di Ravenna Michele de Pascale, la cui ordinanza contro un distributore analogo in zona stazione, impugnata dal gestore, è stata confermata dal Tar dell’Emilia-Romagna.
La replica dell’assessore Magrini
L’assessore alla Sicurezza Juri Magrini ha spiegato che il cambio di impostazione deriva dalla scelta di basare il provvedimento sull’articolo 50 del Tuel anziché sul 54, ritenuto più aderente alle segnalazioni ricevute. Magrini ha ammesso che lo strumento non risolve del tutto il problema, tanto che i fenomeni si sarebbero spostati nel palazzo adiacente, con disagi per i residenti.
L’assessore ha sottolineato che in città esistono molti altri distributori e che le ordinanze devono essere sostenibili in sede giudiziaria e non vessatorie verso i privati. Ha inoltre ricordato che questi esercizi offrono un servizio importante per i lavoratori stagionali. Sulla sentenza del Tar relativa a Ravenna, Magrini ha precisato che si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato.
Renzi ha replicato insistendo sulla gravità della situazione: le risse sarebbero all’ordine del giorno, ma non si interviene in modo adeguato.











