Un post pubblicato ieri nel gruppo Facebook “San Marino Risponde” ha scatenato un acceso confronto tra residenti sulla qualità della vita nella Repubblica del Titano, sul rapporto tra cittadini e istituzioni e sul senso di appartenenza alla comunità. A firmare lo sfogo, nel giorno della festa dell’Arengo, un utente anonimo che ha definito San Marino “una forma di stato autoritaria, con tratti di potere tirannico diffuso”, scatenando decine di reazioni tra chi si è riconosciuto nelle sue parole e chi le ha respinte con decisione.
“Da orgoglio a timore”: le parole che hanno acceso la discussione
L’autore del post, che si presenta come un residente arrivato a San Marino per scelta e con grandi aspettative, ha raccontato una parabola personale fatta di disillusione progressiva. “Il mio orgoglio di vivere qui è diventato un costante timore”, ha scritto, denunciando quella che percepisce come una “costante e morbosa attenzione verso i fatti degli altri” e descrivendo una popolazione che “pare solo pretendere rispetto senza darne alcuno”.
Le repliche: tra comprensione e difesa della Repubblica
Il thread ha rapidamente raccolto decine di commenti, dividendo la comunità online tra chi ha condiviso il malessere e chi ha preso le distanze dalle generalizzazioni. Tra le risposte più articolate spicca quella di un romano trasferitosi sul Titano cinquant’anni fa: “Ci ho messo 15 anni per abituarmi. Tanta sofferenza e molta voglia di tornarmene. Ma le opportunità che ho avuto qui non credo che le avrei potute avere a Roma”.
Un altro utente, pur riconoscendo l’abitudine al pettegolezzo tipica dei piccoli centri, ha invitato a non generalizzare: “Ci sono persone odiose ma anche persone che sanno farsi amare. Il trucco è lasciar andare, le chiacchiere le porta via il vento”.
Più netta la posizione di una residente da 45 anni, insegnante di professione: “Riferendosi in questo modo offende la nazione in cui vivo e che mi ha accolto a braccia aperte. Faccia una riflessione sul suo modo di porsi”.
Il nodo della meritocrazia e del potere
Diversi utenti hanno però colto l’occasione per sollevare questioni strutturali. Un residente sammarinese ha definito il Paese “molto provinciale e basato su un potere di tipo feudale, dove ognuno cerca di comandare il proprio orticello”. Un altro partecipante anonimo ha rincarato la dose: “La meritocrazia pressoché non esiste, tutto basato sulle conoscenze e non si ha nemmeno il timore di esteriorizzare questo aspetto”.
Di segno opposto la testimonianza di una cittadina che, nel giorno della festa dell’Arengo, ha voluto ricordare i lati positivi: “Abbiamo trovato lavoro, la possibilità di comprare casa con il mutuo dello Stato, l’ospedale, le medicine. Siamo fortunati”. Anche un’altra residente da oltre quarant’anni ha ammesso le difficoltà iniziali per poi concludere: “Con la gentilezza tutto è passato. Sono fiera di essere sammarinese”.
Una comunità che si interroga
Il dibattito, ancora attivo, ha messo in luce la complessità del rapporto tra la Repubblica e i suoi residenti, in particolare quelli arrivati dall’esterno. Tra chi invita ad andarsene e chi suggerisce pazienza, tra chi denuncia un sistema chiuso e chi difende le opportunità offerte dal Titano, il thread fotografa una comunità che nel giorno più simbolico della propria storia civica si interroga su sé stessa, sui propri difetti e sulle proprie virtù.












