Cronaca. Violenza e rapina al Metromare di Rimini: condannato a tre anni e mezzo un 27enne tunisino

Si è chiuso con una pesante condanna il capitolo giudiziario riguardante la brutale aggressione avvenuta durante le festività natalizie di oltre due anni fa presso la fermata Pascoli del Metromare. Un uomo di 27 anni, di origini tunisine, è stato condannato a una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione, confermando integralmente le richieste avanzate dal sostituto procuratore Davide Ercolani. L’imputato, difeso dall’avvocata Federica Rossi, doveva rispondere di accuse pesanti: lesioni personali pluriaggravate e tentata rapina in concorso.

I fatti risalgono al 26 dicembre 2023, quando il Metromare di Rimini si trasformò nel teatro di una violenza gratuita ai danni di un giovane minorenne nordafricano. Secondo quanto ricostruito durante il processo, il 27enne, insieme a due complici all’epoca dei fatti minorenni (già perseguiti dal tribunale competente), puntò la vittima con l’intento di sottrarle il portafoglio e persino i pantaloni di marca che indossava. L’azione fu fulminea e spietata: approfittando della sosta del mezzo alla banchina, l’aggressore afferrò il ragazzo per i capelli trascinandolo fuori dal vagone per colpirlo ripetutamente insieme ai sodali.

Nonostante la furia del pestaggio, il colpo non andò a buon fine. I rapinatori dovettero infatti constatare che il portafoglio della vittima era vuoto, permettendo al giovane, seppur ferito, di trovare la forza per fuggire e cercare assistenza medica. Successivamente, i sanitari dell’ospedale certificarono lesioni guaribili in 12 giorni di prognosi. Un dettaglio rilevante emerso dalle indagini riguarda lo stato psicofisico del gruppo: al momento dell’assalto, i tre aggressori agivano in una condizione di forte alterazione dovuta all’abuso di sostanze alcoliche.

L’identificazione dei responsabili è stata possibile grazie al lavoro investigativo dei Carabinieri, che hanno incrociato le testimonianze e il riconoscimento della vittima con le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza del Metromare. Proprio grazie a questi elementi, i militari erano riusciti a rintracciare il gruppo poco dopo i fatti all’interno di un noto pub della città. La sentenza odierna mette un punto fermo sulla responsabilità del 27enne, unico maggiorenne del gruppo, sancendo una punizione severa per un episodio che aveva destato particolare allarme sociale per le modalità e il contesto in cui si era consumato.