Repubblica Futura, soprannominata a suo tempo Repubblica Fake per quante falsità ha scritto sul Segretario Ciacci, e puntualmente in tanti altri episodi, ha emesso un comunicato.

Prendiamolo sul serio, perché merita una risposta punto per punto.
Partiamo dalla sostanza: RF sostiene che Andrea Zafferani sia un tecnico qualificato in materia di privacy, con certificazioni rilasciate da enti italiani, e che la campagna contro la sua nomina sia opera di un “sito estero” trasformatosi in partito politico occulto, capace di orientare i membri del Consiglio Grande e Generale.
Bene. Rispondo senza nessun problema.
Nessuno ha mai detto che Zafferani non sappia cosa sia la privacy. Il punto, ripetuto con chiarezza in ogni articolo pubblicato su queste pagine, è un altro: un’autorità di garanzia deve essere indipendente non solo nella competenza, ma nella percezione pubblica di quella indipendenza.
Un ex consigliere di RF, candidato con RF, non offre quella garanzia. Non oggi e non in questo ruolo. Il GDPR non chiede solo competenza tecnica ma chiede indipendenza strutturale.
Questa non è un’opinione ma un diritto vigente.
RF cita altre nomine discutibili: ex Segretari di Stato in CdA, mogli di consiglieri presidenti di organismi strategici, il Sindaco-Segretario Particolare impegnato nella campagna referendaria. Prima di tutto non vedo che cosa c’entri io e GiornaleSM ma se le hanno fatte, evidentemente ritenevano di non violare alcuna norma.
RF afferma che questo sito, così a lei antipatico come a certi ambienti, abbia orientato in consiglieri Ugolini e Berti, i quali avrebbero ripetuto “gli stessi identici rilievi” pubblicati su queste pagine.
Se così fosse e non lo so, anche se RF lo dice esplicitamente, vorrebbe dire una cosa sola: che gli argomenti pubblicati su GiornaleSM erano fondati, tanto da convincere esponenti della maggioranza.
Non è un’accusa ma un complimento involontario di Repubblica Futura e li ringrazio.
E già che ci siamo: Repubblica Futura, parte della quale era già Alleanza Popolare bisogna ricordarlo, non ne indovina una giusta e si vede anche dal fatto che oltre a cadere con il governo di Adesso.SM con l’ordinanza Morsiani ai tempi della Cricca, ha letteralmente bucato le ultime due elezioni. E questo fa pensare!
RF accosta, in maniera sibillina, il lavoro di questo sito a un’indagine della magistratura su un ipotetico attentato all’integrità dello Stato. È una suggestione grave, formulata senza prove, senza nomi, senza atti, talmente sconclusionata da non reggere al primo esame logico.
Se RF ha elementi concreti li porti in sede competente. Se non li ha, quella frase è esattamente il tipo di comunicazione che RF imputa a noi: insinuazione senza fondamento.
Con una differenza sostanziale: qui non siamo in Consiglio. Non c’è immunità. E certe affermazioni, lanciate senza prove contro un organo di informazione, hanno un nome preciso nel codice penale. Vedremo.
Repubblica Futura, o forse magari è meglio richiamarla Repubblica Fake, non ha risposto alla domanda centrale: perché un proprio attuale militante recente ex Segretario di Stato Andrea Zafferani, quello della ZTE, dovrebbe far parte di un’autorità di garanzia terza e indipendente?
Non lo ha fatto perché a quella domanda non esiste risposta accettabile, per loro.
Il comunicato di RF è lungo, articolato e per tratti scritto con la bava alla bocca. Ma non contiene un solo argomento che smonta la tesi di fondo: Zafferani non aveva i requisiti di indipendenza per quel ruolo. La nomina è saltata. E bene così.
Il resto è rumore.
Marco Severini — direttore GiornaleSM











