San Marino tra l’Arengo e lo spazzaneve: la Repubblica che sogna il futuro, ma trema sotto la “Barburana” … di Enrico Lazzari

San Marino tra l’Arengo e lo spazzaneve: la Repubblica che sogna il futuro, ma trema sotto la “Barburana”

Miracolo sul Titano, atto secondo! Se ieri parlavamo del risveglio tardivo dei “Sessanta” sul caso Varano, oggi la cronaca mi costringe a guardare fuori dalla finestra della vostra antica terra. Mentre la politica si sciacqua la bocca con i massimi sistemi, gli esperti meteo vi riportano sulla terra – o meglio, sul ghiaccio – annunciando un colpo di coda dell’inverno proprio per oggi, 26 marzo.

C’è una strana ironia in tutto questo: ieri avete festeggiato il 120° anniversario dell’Arengo del 1906, quel momento epico in cui i vostri antenati si ripresero la dignità elettorale al sesto suono della campana. Eppure, a guardare certi dibattiti, sembra che oggi la preoccupazione principale sia far suonare le notifiche degli smartphone piuttosto che le coscienze. Siamo nell’era della “San Marino Smart City”, dei bus a chiamata via app e dei parcheggi digitalizzati. Ma lasciatemi dire che, per una volta, c’è qualcosa che brilla di luce propria: l’accordo strategico con BYD.

Finalmente, lasciatemelo credere, dopo tante chiacchiere si fa sul serio. Non parliamo della solita parata di macchinine elettriche per fare scena nei comunicati stampa. L’intesa con il colosso di Shenzhen mi appare come un punto di svolta vero, un “martello tecnologico” che potrebbe trasformare San Marino in un laboratorio d’avanguardia mondiale per la mobilità sostenibile e l’energia green. È il segnale che, quando volete, sapete guardare oltre i confini del Marecchia e giocare nel campionato dei grandi. Se questo progetto porterà i frutti sperati, la Repubblica smetterà di essere un’enclave fiscale del passato per diventare un modello di efficienza per il futuro. Un plauso è doveroso: questa è la strada per non essere più i “cugini poveri” di nessuno e per trasformare l’astratto e abusato termine “sviluppo” in un prmo atto concreto che fa – finalmente – ben sperare per gli anni a venire.

Mentre sognate i chip cinesi, però, la natura vi ricorda che basta un soffio di grecale per rimettervi al vostro posto. Fortunatamente, il vostro servizio rotta neve funziona ancora in maniera alquanto efficiente. A differenza di certi ingranaggi burocratici che si inceppano al primo dubbio, i ragazzi dei lavori pubblici hanno dimostrato di saper domare la neve meglio di quanto la politica domi le proprie beghe interne. Mentre i palazzi del potere “pendolano” tra dubbi e rinvii, i vostri “cantonieri” sanno ancora da che parte si impugna la pala.

Ma, ahivoi, il vero “gelo” di questi giorni non è solo meteorologico, è quello che traspare da certe derive ideologiche che vorrebbero riscrivere non solo il vostro futuro, ma anche il vostro buonsenso. Mi riferisco a quel vento “woke” che soffia prepotente anche sopra le vostre tre torri. Sia chiaro: ognuno nel proprio letto è libero di fare ciò che vuole, con chi vuole, nei limiti del consenso e della consapevolezza del medesimo. È la base della civiltà. Ma l’impressione, vista da fuori, è che si stia passando dal sacrosanto rispetto dei diritti a una sorta di ostentazione obbligatoria, dove l’essere “normalmente” – sì, ho usato volutamente il termine che ormai viene ritenuto indicibile in tal senso – eterosessuali sembra quasi un reperto archeologico da guardare con sospetto, come un UFO avvistato sopra Borgo Maggiore.

Vedere l’antico strumento dell’Istanza d’Arengo utilizzato come ariete per imporre visioni che sanno più di moda d’oltreconfine che di reale urgenza del Paese, fa riflettere. Nel 1906 i vostri avi chiedevano il voto per non essere più sudditi; oggi il rischio è che diventiate sudditi di un’ideologia che vuole normare l’ovvio e spettacolarizzare l’intimo. Forse, invece di rincorrere ogni singola sfumatura dell’arcobaleno per apparire “alla moda”, la vostra Repubblica dovrebbe riscoprire, su certe cose, la modernità della discrezione e del pragmatismo.

In questo scenario di contrasti, brilla però una seconda piccola luce, sempre “smart”, sempre tecnologica e innovativa: il successo dei vostri giovani. Il progetto “Lovewise”, premiato proprio in questi giorni, punta sulla consapevolezza emotiva. Ecco di cosa avreste bisogno: meno algoritmi per i parcheggi e più intelligenza emotiva per gestire una società che sta diventando un puzzle di rivendicazioni urlate. Se i vostri ragazzi inventano app per migliorare le relazioni, potreste regalarne un abbonamento vitalizio a certi inquilini del Palazzo, che tra invidie e sgambetti sembrano rimasti all’età della pietra relazionale.

In conclusione, cari sammarinesi, godetevi questo colpo di coda dell’inverno. La neve, almeno, ha il pregio di coprire tutto con un velo di silenzio, mettendo a tacere per qualche ora le urla del politicamente corretto e i proclami della “smart-Republic”. Sperando che, una volta sciolta la coltre bianca, resti la concretezza di progetti come quello di BYD e non i soliti cocci di una politica che sogna il futuro ma inciampa ancora sul ghiaccio del presente.

Enrico Lazzari