Si aprirà il prossimo 27 maggio, davanti al tribunale monocratico di Forlì, il procedimento penale per la drammatica vicenda che il 7 aprile 2023 costò la vita a tre giovani fratelli a San Pietro in Guardiano di Bertinoro. Il giudice Andrea Priore avvierà l’istruttoria dibattimentale ascoltando le deposizioni degli agenti di polizia giudiziaria intervenuti sul luogo della tragedia e di due autotrasportatori che assistettero ai fatti.
La ricostruzione dei fatti
Quel pomeriggio di quasi tre anni fa, la diciottenne Fatima Boulgoute si trovava al volante di una Opel Zafira nel piazzale di un allevamento, impegnata in alcune esercitazioni di guida in vista dell’esame per conseguire la patente. Con lei viaggiavano i fratelli minori Ousama e Marva, rispettivamente di 14 e 10 anni. Un errore di manovra fece impattare il veicolo contro un silos colmo di mangime: la struttura cedette istantaneamente, travolgendo l’automobile e uccidendo sul colpo tutti e tre i ragazzi.
Gli imputati e le accuse
A rispondere delle contestazioni sono due persone. Lo zio delle vittime è chiamato a difendersi dall’accusa di aver lasciato l’autovettura incustodita con le chiavi nel quadro di accensione. La legale rappresentante della società agricola proprietaria dell’area deve invece fronteggiare l’imputazione di omicidio colposo plurimo, in relazione alla presunta omessa messa in sicurezza delle strutture di stoccaggio presenti nel sito.
Parti civili e tempi del verdetto
I genitori dei tre giovani hanno già ricevuto un risarcimento e si sono costituiti fuori dal processo come parti civili. Il dibattimento dovrà ora accertare le eventuali responsabilità penali, esaminando le condizioni di manutenzione del silos e la conformità dell’impianto alle normative sulla sicurezza. La sentenza è prevista entro la fine dell’anno in corso.











