Braccia incrociate oggi nello stabilimento Electrolux di Forlì. Le rappresentanze sindacali della Fiom Cgil hanno indetto un’astensione dal lavoro della durata di quattro ore per protestare contro le modalità di gestione di un’emergenza sanitaria avvenuta all’interno della struttura aziendale lo scorso mercoledì 25 marzo.

ANSA/ALBERTO LANCIA
La ricostruzione del malore
L’episodio che ha innescato la mobilitazione si è verificato intorno alle 7:40 del mattino, quando una dipendente ha perso i sensi all’interno dell’area ristoro situata in prossimità dell’ingresso. I colleghi presenti sul posto hanno allertato immediatamente gli uffici competenti, richiedendo l’intervento urgente di un’ambulanza prima di recarsi alle proprie postazioni. La donna è stata trasferita nell’infermeria aziendale tramite una barella ma, secondo quanto riportato dai sindacati, l’addetta al presidio sanitario avrebbe scelto di non contattare subito i soccorsi esterni per valutare prima l’evolversi della situazione. Questo nonostante la lavoratrice fosse appena svenuta e rispondesse agli stimoli in maniera confusa e affaticata.
Il tragitto verso gli spogliatoi
A indignare ulteriormente i rappresentanti dei lavoratori è stata la gestione della fase successiva all’emergenza acuta. Trascorso circa mezz’ora all’interno dell’infermeria, la dipendente sarebbe stata fatta camminare fino agli spogliatoi del proprio reparto, situati all’estremità opposta del complesso industriale. I sindacati denunciano questo spostamento a piedi come una grave violazione dei protocolli di sicurezza, sottolineando come la donna sia arrivata a destinazione in uno stato di forte stordimento, tanto da dover essere fatta sedere nuovamente per recuperare le forze.
Le accuse dei sindacati all’azienda
La Fiom Cgil evidenzia che le problematiche relative alla gestione del presidio sanitario interno non rappresentano una novità. I delegati affermano di aver segnalato in più occasioni alla direzione e al medico competente diverse criticità operative. Nonostante le rassicurazioni aziendali su future verifiche, i rappresentanti dei lavoratori ipotizzano che le decisioni prese all’interno dell’infermeria siano influenzate da precise direttive della dirigenza. Un modus operandi giudicato negligente, che secondo le sigle sindacali mette in secondo piano la salute dei dipendenti con il rischio di generare conseguenze irrimediabili.











