Si è chiuso oggi il ciclo di ispezioni durato quarantotto ore e condotto dalla Commissione parlamentare per il dissesto idrogeologico nei territori romagnoli devastati dalle passate inondazioni. La delegazione ha terminato le proprie attività con una serie di audizioni organizzate all’interno della Prefettura di Forlì, ma l’iniziativa ha scatenato una forte e immediata reazione da parte dei primi cittadini del territorio ravennate.
Il presidente dell’organo parlamentare, Giuseppe Bicchielli, ha fatto un bilancio del sopralluogo descrivendo il periodo appena trascorso come estremamente impegnativo e rimarcando come l’area colpita presenti ancora evidenti vulnerabilità. Dalle verifiche effettuate dai membri della Commissione è emerso infatti che numerosi cantieri per la messa in sicurezza risultano a oggi parziali o, in molti casi, mai aperti. I delegati hanno sottolineato la necessità di abbandonare l’approccio puramente emergenziale per concentrarsi su strategie preventive, auspicando al contempo un netto snellimento delle procedure burocratiche.
L’operato e le modalità della visita hanno tuttavia generato un duro scontro istituzionale. I sindaci dei comuni appartenenti alla provincia di Ravenna hanno redatto e inviato un documento ufficiale di lamentela indirizzato allo stesso Bicchielli. Attraverso la missiva, gli amministratori locali hanno espresso profondo disappunto per la gestione logistica del viaggio e per i metodi adottati nei vari passaggi sul campo.
Al centro delle contestazioni mosse dai vertici comunali ravennati vi è la totale assenza di coordinamento preventivo. I sindaci hanno puntato il dito contro la decisione di fissare i vari faccia a faccia in spazi privi di valenza istituzionale. Un’ulteriore e pesante critica è stata mossa in merito al mancato invito dei rappresentanti della Regione, il cui coinvolgimento è stato del tutto ignorato durante la pianificazione degli incontri.











